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venerdì 10 luglio 2020
 
 

Scuola, non è mai troppo tardi

30/09/2012  il Governo sta lavorando a un progetto, ormai in dirittura di arrivo, per offrire una scelta più ampia di percorsi formativi a chi voglia ottenere una qualifica in età adulta.

Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione.
Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione.

Si tratta di una decisione importante, che va incontro all'esigenza di innalzare il grado di istruzione della popolazione italiana, ancora mediamente troppo basso (la percentuale dei diplomati e dei laureati sul totale della popolazione in età lavorativa è tra le più ridotte d'Europa). Tanto più in un periodo di crisi economica prolungata, come quello che stiamo attraversando, ottenere un diploma o una qualificazione professionale significa avere in tasca qualche carta in più per vincere la disoccupazione.


Il nuovo Regolamento per il riassetto organizzativo e didattico dei centri di istruzione per gli adulti prevede un complesso lavoro di riorganizzazione dell'offerta formativa, rispetto a quella attualmente presente sul territorio, attraverso  la creazione di 128 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti. Tali strutture offriranno principalmente due tipi di percorsi. Un primo percorso andrà incontro all'esigenza di completare la scuola dell'obbligo per chi non l'abbia terminata a suo tempo. Sarà quindi possibile conseguire la licenza elementare e quella media. Sempre nell'ambito di questo primo livello verranno offerti corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri che intendano ottenere il permesso di soggiorno.

Il secondo percorso formativo avrà invece a che fare con l'istruzione superiore, per il conseguimento dei diplomi di maturità tecnica, artistica e professionale. Questi corsi verranno integrati con quelli delle “scuole serali” attualmente attive. Se il provvedimento si pone il condivisibile obiettivo di semplificare e razionalizzare l'offerta formativa per gli adulti, i sindacati della scuola e le associazioni di categoria degli insegnanti hanno già segnalato alcune incongruenze. Ad esempio il fatto che il monte ore di insegnamento per conseguire i diplomi superiori in questi centri sia decurtato del 30% rispetto ai corsi ordinari diurni. 

Il rischio è quindi che questi diplomi diventino diplomi di serie B. Inoltre, tale riduzione delle ore di insegnamento equivale a un sensibile taglio di cattedre per gli insegnanti (stimata in una riduzione di circa 1000 unità alle scuole serali). Il governo prevede così un risparmio, nei prossimi 3 anni (quando il tutto sarà andato a regime), di circa 73 milioni di euro. Di questo come cittadini non possiamo che essere contenti, ma non possiamo non condividere la preoccupazione di diverse centinaia di docenti per il proprio posto di lavoro. Dunque bisognerà vigilare, nelle prossime settimane, affinché questa “mini-riforma” dell'istruzione degli adulti non diventi l'ennesima batteria di “tagli” mascherata, appunto, da riforma. Perché a questo spettacolo mistificatorio abbiamo purtroppo già assistito diverse volte negli ultimi anni.

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