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giovedì 18 aprile 2024
 
La lettera
 

«Sono un'insegnante, trasferita dal Sud. Chiedo aiuto al Papa».

09/09/2016  Ci scrive una delle docenti che a fine agosto sono state trasferite dal Sud: «L’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Questo “grande esodo” mette in pericolo le famiglie e nessuno dice nulla. Vorrei rivolgermi al Santo Padre. Mi piacerebbe avere l’appoggio della Chiesa su una questione così vitale». Risponde don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana.

Vorrei rivolgermi al Santo Padre e dirgli che sono una degli insegnanti del Sud che, a …fine agosto, saranno costretti a trasferirsi al Nord a causa della legge “La Buona Scuola” di Renzi. Mi piacerebbe avere l’appoggio della Chiesa su una questione così vitale per la famiglia. Sono sposata da ventisette anni e ancora oggi più che mai risuonano nella mia mente le parole: «L’uomo non separi ciò che Dio ha unito». Sento, in cuor mio, che sono stati violati tutti i nostri diritti, sia morali sia sociali. Questo “grande esodo” mette in pericolo le famiglie e nessuno dice nulla. «Le lacrime dei nostri …figli», ha scritto un papà a Renzi, «che piangono e piangeranno per la partenza della loro mamma, come le asciugheremo, come spiegargli tutto questo?». Noi mamme come potremo consolare i nostri …figli quando saremo lontane? Dov’è la tutela della famiglia? Cos’è successo? Anche la nostra fede vacilla. Le chiedo di pregare per i nostri rappresentanti politici, af…finché possano svolgere il loro servizio con coscienza e trasparenza. Noi insegnanti, prima di tutto, siamo mogli e mariti, madri e padri.

GELSOMINA

La scuola riparte in salita. In diverse città del Sud, da Napoli a Palermo, è dilagata la protesta degli insegnanti che, dopo essere stati messi in ruolo, non hanno visto accolta la richiesta di trasferimento vicino casa, anche quando ne avevano diritto e possibilità.

E ciò per una serie di errori nei trasferimenti. Imputato principale è il famigerato “algoritmo”, che li costringerà, a fine agosto, a fare le valigie e lasciare la famiglia, spesso con bambini piccoli, se vogliono conservare il posto di ruolo che tanto hanno rincorso negli anni.

Se è vero che è esagerato parlare di “deportazione”, va anche detto che in Italia manca una vera politica che sappia armonizzare le esigenze del lavoro e della famiglia. E non solo nel campo scolastico. Con grave danno della natalità e dello sviluppo del Paese.

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