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sabato 25 giugno 2022
 
Comuni alla rovescia
 

Se si chiedono le quote azzurre ma non si tutelano quelle rosa

14/11/2016  Due Comuni del Bolognese sono corsi ai ripari per superare la maggioranza di presenze femminili in Giunta. In rispetto alla legge Delrio, hanno riequilibrato le differenze numeriche tra i due sessi. Bene se questa è la legge, ma perché non c'è la stessa solerzia nel aggiustare i numerosi casi di amministrazioni ben lontane dal 40% di quote rosa indicate dalle norme?

Allarme quote azzurre. E' avvenuto in ben due comuni del bolognese: a San Lazzaro e Ozzano è stato segnalato il mancato rispetto della Legge Delrio riguardante la tutela della parità di genere. L’articolo 137 del decreto emanato nel 2014 prevede che nessuno dei due sessi possa essere presente in maniera inferiore al 40% nei comuni con una popolazione superiore ai 3mila abitanti. Ma se la legge è nata, principalmente, per tutelare e assicurare la presenza femminile nelle amministrazioni, in questi due casi, la maggioranza di donne in giunta ha fatto sì che dalle richiesta di quote rosa si passasse a quelle azzurre.

Per questo a San Lazzaro dopo le dimissioni, avvenute otto mesi fa, di due membri della giunta, sono stati integrati tre assessori uomini per contrastare la rimasta maggioranza del gentil sesso. Lo stesso a Ozzano: le due donne già presenti sono da pochi giorni affiancate da un collega maschio.

Va bene così, quindi, se la legge è questa che vada rispettata. Peccato che nella realtà del Paese la stessa celerità nel correre a mettersi in regola con le norme non si presenti quando avviene il contrario. Cosa che tra l’altro succede in un numero di casi assai superiore ai due Comuni appena menzionati.

Infatti secondo dati elaborati recentemente su Il Sole 24 ore da Donata Marrazzo, con uno sguardo su tutto il Paese, nei comuni fino a 15.000 abitanti le assessore donne sono il 32%. Si arriva al 36% in quelli con una popolazione superiore. Un miglioramento poiché prima del 2014 la presenza nelle giunte locali di presenze femminili era appena del 19,5 %. Vicini alla meta ma non ancora in linea con una reale parità. Quest’anno abbiamo a Roma il primo sindaco donna della capitale. Da questo punto di vista è stata una conquista ma prendendo in considerazione tutti i comuni italiani le sindache sono solo il 13,4%. Su 162 consiglieri nelle 8 città metropolitane la presenza femminile è del 19,1% e tra i nuovi 64 presidenti delle Province le quote rosa sono l'11 per cento. Maggioranza di uomini nelle assemblee regionali (15,8% di quote rosa) e, maglia nera alla Basilicata: neanche una donna in Consiglio.

E non a caso arrivano anche i rimbrotti dell'Unione Europea: secondo i dati contenuti nel rapporto Partecipazione e rappresentanza politica delle donne a livello locale e regionale l’Italia è tra i Paesi con meno donne nei consigli regionali, solo il 18% nel 2015, mentre a livello Ue la percentuale è del 32%. Dal documento, infine, emerge anche che tra il 2005 e il 2015 la quota di donne presidenti di regioni è diminuita dal 18 al 14%.

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