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mercoledì 08 dicembre 2021
 
Torture
 

Se gli americani scoprono la Cia...

11/12/2014  Un mare di retorica (negli Usa ma ancor più da noi) per annunciare ciò che tutti, ma proprio tutti, già sapevano: i servizi segreti torturavano i terroristi e i presunti tali.

Dianne Feistein, la senatrice democratica che presiede la Commissione Intelligence (Reuters).
Dianne Feistein, la senatrice democratica che presiede la Commissione Intelligence (Reuters).

Non per fare il bastian contrario a tutti i costi ma ora, a bocce ferme, non posso non dire di essere stati abbastanza nauseato dall'orgia di buonismo a buon prezzo che quasi tutti i giornali hanno sparso sulla pubblicazione, da parte della Commissione Intelligence del Senato americano, delle 480 pagine che sintetizzano le oltre 6 mila del rapporto sulle attività della Cia dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Dice la sintesi, perché lo dice il Rapporto, che dopo l'11 settembre la Cia ha praticato la tortura, anche nelle sue forme più brutali, andando a caccia di terroristi. E che tali torture, peraltro, non hanno nemmeno portato risultati concreti nelle operazioni contro Al Qaeda e le altre organizzazioni del terrore. Pubblicato questo, dall'altro lato dell'Atlantico è stato tutto un cospargersi il capo di cenere, mentre su questo lato è partita la fanfara della retorica: ma che grande democrazia, che lezione, che questo, che quello.

Scusate: ma quale lezione? Mettiamo pure da parte le considerazioni malevole: per esempio, quella che Obama e il Partito democratico abbiano voluto far uscire adesso il Rapporto per mettere in difficoltà i repubblicani, che hanno vinto le elezioni di medio termine e ottenuto la maggioranza sia alla Camera dei Rappresentanti sia al Senato ma hanno ovviamente qualche difficoltà a distanziarsi dal loro ex presidente George W. Bush, che coprì di benemerenze i dirigenti di quella Cia.

Restiamo quindi ai fatti. Il lavacro della pubblicazione del Rapporto avrebbe cambiato l'anima di un Paese il cui Senato, il 19 novembre scorso, ha respinto una riforma della National Security Agency, quella che spiava mezza America (oltre che tutto il resto del mondo, alleati per primi), e con essa qualunque possibilità di riformare anche il Patriot Act, approvato nel 2011 e da allora sempre confermato, cioè la legge che consente di intercettare tranquillamente le comunicazioni private dei cittadini americani stessi?

Davvero ci vogliamo raccontare che solo gli americani, e ancor prima i politici americani, non sapessero che i loro servizi segreti praticavano la tortura? Davvero? E davvero vogliamo credere che in 13 anni di attività segrete in tutto il mondo le torture siano state praticate solo su 119 prigionieri, terroristi o presunti tali? Andiamo, sù...

Il Rapporto sottolinea, tra le altre cose, che molte di queste pratiche crudeli venivano esercitate tenendo all'oscuro l'allora segretario di Stato Colin Powell. Il buon Powell è lo stesso che, per conto dell'amministrazione Bush, andò alle Nazioni Unite a mentire, raccontando che gli Usa avevano trovato le prove che Saddam Hussein aveva un arsenale di armi chimiche e sventolando davanti agli ambasciatori attoniti una provetta piena di borotalco spacciato per veleno. Lo stesso Powell è andato in pensione con tutti gli onori, avete mai sentito una parola di condanna su di lui? E alla luce di quanto scritto nel rapporto, avete letto da qualche parte la cruda verità, e cioè che Powell aveva quell'incarico perché era stato un generale vittorioso nella Guerra del Golfo e perché era nero ma nessuno del clan Bush se lo filava?

E avete mai sentito una parola di condanna, non si dice da parte della Casa Bianca ma di qualche politico Usa di un minimo rilievo, sull'impiego massiccio dei droni in Paesi come Pakistan e Yemen? Droni che fulminano anche terroristi, di tanto in tanto, ma nel frattempo falciano centinaia di civili innocenti ogni anno?

Gli Stati Uniti sono una grande nazione e ci possono insegnare tante cose. Alcune però no, non possono proprio insegnarcele. Per esempio a far funzionare la polizia senza razzismo. O a non disprezzare gli altri popoli, visto che quando qualcuno di loro fa qualche porcheria si affrettano a portarlo a casa perché non ne paghi il fio. Come noi italiani, almeno a partire dalla strage del Cermis (1998) e dalla vergognosa fuga offerta ai due piloti dell'aviazione Usa, dovremmo sapere bene.  

E' normale che sia così, tutte le nazioni hanno pregi e difetti. Ma proprio per questo non siamo disposti a farci sommergere da un'ondata di melassa fasulla come questa. 

 

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