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domenica 22 maggio 2022
 
Eroe o giustiziere?
 

Se il benzinaio spara al rapinatore

05/02/2015  Graziano Stacchio, 75 anni, di Ponte di Nanto, Vicenza, ha sparato a uno dei banditi che tentavano di svaligiare la gioielleria di fronte alla sua stazione di servizio e lo ha colpito a morte. Ora è indagato per eccesso colposo in legittima difesa. Nel 1987 fu premiato con una medaglia al valor civile.

“Volevo proteggere la commessa, non volevo uccidere”: ha dichiarato  Graziano Stacchio il 75enne benzinaio di Ponte di Nanto, nel Vicentino. Martedì sera ha sparato a uno dei banditi che tentavano di svaligiare la gioielleria di fronte alla sua pompa e lo ha colpito a morte. Così ora è indagato per eccesso colposo in legittima difesa, sebbene, precisi la Procura, come “atto dovuto”.  Aveva aperto il fuoco per salvare la commessa e per mettere in fuga i rapinatori, ha dichiarato subito dopo l’accaduto.

Albano Cassol, 41 anni, nomade, il bandito rimasto ucciso ieri nel tentativo di rapina a una gioielleria nel vicentino (Ansa).
Albano Cassol, 41 anni, nomade, il bandito rimasto ucciso ieri nel tentativo di rapina a una gioielleria nel vicentino (Ansa).

Una serata di Far West finita in tragedia che ha immediatamente riacceso le polemiche  sulla sicurezza e l’escalation della criminalità nel Veneto. Ma più che le dichiarazioni abbastanza scontate  dei politici, ha colpito la reazione  della gente comune che ha preso la difesa del benzinaio vicentino. Nella giornata di ieri in moltissimi hanno fatto visita al distributore per  manifestare solidarietà all’esercente e la loro vicinanza.  Il sindaco di Albettone, Comune vicino a Nanto, ha fatto stampare centinaia di magliette con su scritto “Io sto con  Stacchio. Con chi difende il territorio”, allo scopo di raccogliere  fondi da destinare al benzinaio, e uno striscione con la stessa scritta è stato affisso in Comune.  Anche altri due sindaci hanno avviato una raccolta di firme a sostegno dell’esercente vicentino.

Ma Stacchio non sembra incarnare il ruolo del giustiziere. Semmai di una persona che, se chiamata in causa, interviene per aiutare qualcuno. Nel 1987 fu premiato  con una medaglia al valor civile per aver soccorso una donna, vittima di un incidente stradale che stava annegando  in un fiume in piena dentro la sua auto. Non ci pensò su due volte: si svestì e si tuffò in acqua salvando dall’annegamento la giovane.  Qualcuno lo ha definito un eroe. “E’ un onore conoscerti e stringerti la mano”, gli dicono avvicinandolo. Lui si schernisce: “No, non sono un eroe,  ma non sono nemmeno un giustiziere. Se solo quell’uomo, una volta colpito alla gamba, si fosse fermato, se invece di salire in auto m’avesse chiesto aiuto, forse avrei potuto salvar anche lui”. E poi aggiunge “Ora mi metto nelle mani della giustizia”. E la gente è con lui.      

 
 
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