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domenica 19 settembre 2021
 
Scuola
 

Se il liceo non fa per lui, lasciatelo cambiare

24/09/2019  I ragazzi hanno iniziato da pochi giorni la frequenza... E forse sono già iniziati i primi dolori: la scuola scelta è quella giusta? La storia di un ragazzo che  «vive un rapporto più intenso con la natura che con i libri» e il consiglio della professoressa Maria Gallelli

Cara professoressa, mio nipote quest’anno ha frequentato la prima superiore e ha avuto grandi difficoltà scolastiche. Nelle ultime settimane continua a ripetere che ha desiderio l’anno prossimo di cambiare scuola. I suoi genitori sono contrariati e io non so come comportarmi. Viviamo nella bergamasca, qui il lavoro non manca, comprese le attività di famiglia, ma tutti speravamo per lui in un futuro migliore, magari legato a un percorso universitario. Lui, invece, ama gli animali, accudisce con cura quelli che abbiamo, vive un rapporto più intenso con la natura che con i libri. A un certo punto penso che mia figlia e mio genero dovranno lasciarlo fare di testa sua.

ANTONIA

— Cara nonna Antonia, quando insegnavo alle medie e insieme ai miei colleghi ci trovavamo a dover compilare i consigli orientativi per i ragazzi di terza, più di una volta abbiamo suggerito i percorsi professionali. Nella maggior parte dei casi, però, le famiglie si dimostravano contrariate e venivamo poi a conoscenza, l’anno successivo, di iscrizioni in scuole considerate migliori, spesso nei licei. Si ritornava sui propri passi qualche anno più tardi, dopo uno scontro non sempre indolore con le difficoltà scolastiche. Anche i dati nazionali confermano quale sia la meta oggi preferita dagli studenti e dai genitori. Nel giugno scorso, il Miur ha infatti diffuso i numeri relativi alle iscrizioni al primo anno dei percorsi di istruzione e formazione (a.s. 2019-2020), dai quali emerge che il 54,6% delle richieste di iscrizione ha raggiunto un liceo, il 31% una scuola tecnica, solo il 14,4% un istituto professionale o un percorso di formazione professionale: quest’ultima percentuale era del 18,6% nell’anno scolastico 2015-2016, con un trend negativo che dura ormai da ben oltre un decennio. Il desiderio che un nipote sia istruito e abbia un futuro migliore del proprio appartiene a ogni nonna e a ogni genitore. Ma a volte si sottovaluta il bello di ciò che naturalmente passa di noi a chi ci sta vicino: ha imparato in famiglia l’amore per la natura e per gli animali, così come l’attenzione per le persone. Sicuramente occorrerà al suo ragazzo un percorso di studio, una scuola superiore, ma che sia la più vicina possibile ai suoi desideri e alle sue attitudini, che valorizzi le sue qualità e le sue passioni. In fondo avrà la possibilità, in futuro, di portare avanti le attività familiari, che ama molto. Anche sua figlia e suo genero se ne faranno una ragione: del resto che cosa un padre e una madre possono desiderare di più che vedere, in futuro, il proprio figlio felice?

(foto in alto: iStock)

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