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mercoledì 06 luglio 2022
 
 

Se l'Europa riparte dal lavoro

02/10/2013  Presentata a Milano la campagna europea Skills for jobs: coinvolte più di 5mila imprese anche sul fronte dell'inclusione e coesione sociale

L'Italia, recita l'articolo 1 della Costituzione, è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro: per qualcuno trasmette un messaggio non attuale e per questo andrebbe cambiato; per altri è ragione di vitale importanza. Comunque la si voglia vedere, l'occupazione è indubbiamente una delle più grandi sfide del nuovo millennio: in un mondo globalizzato, in una società in crisi, chi non ha un lavoro ha un destino segnato. Per questo assume ancora maggiore significato la campagna europea "Skills for jobs", ideata da Csr Europe con l'appoggio della Commissione Europea nell'ambito dell'iniziativa Enterprise 2020, che coinvolge più di 5mila imprese di tutto il continente, chiamate e intervenire concretamente su alcuni ambiti prioritari: l'innovazione sul posto di lavoro, il supporto all'imprenditorialità, il rafforzamento delle competenze per l'occupabilità e la promozione dell'inclusione e della coesione sociale. 

Come ha sintetizzato il consigliere delegato di Fondazione Sodalitas, rappresentante ufficiale di Csr Europe in Italia, Roberto Ramasco: «Skills for jobs è un'opportunità da non sprecare per mettere a sistema competenze, best practice e soluzioni innovative che contribuiranno a far ripartire il lavoro in Europa. La campagna si sviluppa lungo assi che hanno bisogno, oggi più che mai, dell'impegno di imprese motivate a mettere le persone al centro delle strategie». 

In particolare, la campagna è tesa al compimento di otto progetti con scadenza 2015: 
1) Deploy your talents - Stepping up the STEM (Science, Technology, Engineering & Mathematics)
2) Health and Wellbeing
3) Rethinking careers
4) Changing lives
5) Europea social Intrapreneurship programme
6) Entrepreneurship Boost
7) Quality Intnerships&Aprrencticeships
8) Fostering inclusion

Fondazione Soldalitas, in Italia, si concentrerà su tre aree con l'obiettivo di rilanciare gli studenti delle discipline tecnico-scientifiche anche superando gli stereotipi di genere che li caratterizzano nel contesto europeo e siluppando partnership scuola-impresa che favoriscano l'occupabilità; sensibilizzare i dipendenti sull'importanza della salute attraverso iniziative aziendali realizzate in collaborazione con istituzioni e stakeholder; individuare i fattori di successo delle politiche aziendali di age management permettendo agli HR manager di disporre di linee guida di riferimento sul tema.

Come sottolineato da Renzo Liaj, Responsabile delle risorse umane della Società Reale Mutua di Assicurazioni, «La politica di "incentivazione all'esodo" adottata fino a oggi va urgentemente superata puntando sulla formazione continua, affinché le persone dispongano sempre, in qualsiasi momento, della loro carriera, di competenze spendibili in azienda».

Fondazione Soldalitas sarà il motore di questo progetto, puntando sul supporto di un gruppo di aziende per costruire partnership multistakeholder, nella convinzione che sia soprattutto dai "buoni esempi" di altre esperienze che si possono tirare fuori idee nuove ed efficaci. Nel rispetto di tutti i lavoratori, al di là di qualsiasi discriminazione. Così, proprio su questo tema, Marco Buemi, referente Unar, «Nel 2012 il 40% delle situazioni di discriminazione denunciate in Italia ha riguardato il contesto lavorativo. Sono discriminazioni che riguardano persone di origine straniera, disabili e con un diverso orientamento sessuale, soprattutto transgender. Ecco perché iniziative come Diversitalavoro sono importanti: servono momenti di incontro e valorizzazione professionale dedicati per le categorie cosiddette svantaggiate».

 
 
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