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sabato 27 novembre 2021
 
Il Teologo
 

Se stiamo bene quaggiù, che guadagno c'è in paradiso?

13/04/2021  Perché aspettare la vita eterna?

Se uno ama la propria vita, la moglie, la figlia, i cari, gli piace la propria casa, l’auto, i vestiti, e tutto ciò che fa, che guadagno ha ad andare in paradiso?

ENDRIO

Porre la domanda in termini di guadagno/ perdita, mi sembra fuorviante; purtroppo questa prospettiva è così radicata nel nostro contesto mercantile che la applichiamo anche alla fede e al messaggio cristiano sul destino dell’uomo. Ma anche gli apostoli posero questa domanda al Signore (Mt 19,27-30): «Allora Pietro gli rispose: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?”». Gesù, che ben conosce il cuore dell’uomo e le sue attese, non si sottrae, rimproverando l’apostolo di essere un opportunista, che cerca il proprio tornaconto, ma risponde: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi». Il “paradiso” non è una ricompensa o un contentino per quelli che i nostri ragazzi chiamerebbero gli “sfigati”, mentre la situazione di benessere che ci è donata in questa vita ci spinge alla gratitudine verso il Signore e alla solidarietà verso quanti non vivono nel nostro stesso stato. La sequela di Cristo fa sì che le esperienze positive dell’esistenza terrena, sottoposta alla caducità e al tempo, trovino non solo un proseguimento, ma un vero e proprio salto qualitativo nella “vita eterna”, cui siamo destinati

 
 
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