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venerdì 10 luglio 2020
 
In famiglia
 

Se tua figlia è dislessica non dirti che la colpa è tua

28/08/2015 

Sono la mamma di una bambina che ha finito la seconda elementare. Alla ›fine dell’anno le maestre mi hanno detto che, a seguito dei test di screening per valutare la possibile esistenza di disturbi di apprendimento, è risultato che Anna molto probabilmente è dislessica. Io mi sono sentita malissimo ed ho pianto. Già alla fi›ne del quadrimestre avevo capito, visti i risultati e anche dai colloqui con le maestre, che le cose non procedevano per il meglio e che Anna faceva fatica a scrivere e a leggere, ma questa notizia mi ha veramente buttato giù. Mi chiedo se non si poteva capire e intervenire prima, ora dovrà iniziare la logopedia e spero che serva. Sono una mamma sola che lavora tutto il giorno e questo mi fa sentire terribilmente in colpa, questo proprio non ci voleva.
ROSA

Cara Rosa, non è facile accettare che nostro figlio faccia fatica a scuola, l’idea che qualcosa in loro non vada ci fa stare male perché è un po’ come se noi non fossimo stati all’altezza di farli funzionare nella modalità “normalità”. Se poi si affronta da soli il cammino, può sembrare ancora più dura. Ma cara amica, non sei sola, fai parte insieme a tua figlia della comunità scolastica. Le maestre hanno giustamente effettuato i test di screening, che, pur non essendo diagnostici, sicuramente fanno emergere dati importanti e quindi ora ti invitano a richiedere una valutazione specialistica per la diagnosi, che ti consiglio di prenotare al più presto, visto che nelle strutture pubbliche i tempi sono, purtroppo, lunghi. Altrettanto giustamente ti hanno consigliato di iniziare un percorso di logopedia: prima si inizia, infatti, maggiori saranno le possibilità di recupero. Anna è dislessica, ma non ti devi colpevolizzare per questo e tanto meno pensare che la tua bambina sia gravemente malata perché la dislessia non è una malattia. Se si adottano le strategie adatte, come appunto la logopedia, se verranno utilizzate in classe criteri didattici adeguati, se sarà adottata una metodologia adatta al suo stile di apprendimento, pronta a cogliere e sfruttare ogni opportunità e ad accendere il motore della motivazione sarà meno dura di quello che ora pensi. Infine, non sentirti in colpa perché lavori tutto il giorno e soprattutto non trasmetterle le tue paure rispetto alla sua difficoltà. Il tempo che passi con lei deve essere sereno e la devi far sentire capace. È proprio sull’autostima che molto spesso si gioca il futuro scolastico e non solo, degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

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