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lunedì 06 dicembre 2021
 
Cattive parole
 

Se una madre rinfaccia «Non ti ho abortita, ma oggi mi deludi!»

28/08/2017 

Vorrei sapere il vostro parere su quanto mi ha rivelato mia madre, in un momento di rabbia; testuali parole: «Io avevo 17 anni (come me ora!) e abbiamo fatto l’amore in auto. Sono rimasta incinta e mia madre mi ha riempito di botte per farmi abortire; io ti ho tenuto, ma tu mi deludi». Ho chiesto conferma a mio padre: «Sì, è vero, e tu devi ringraziarci che ti abbiamo tenuta!». Non so più cosa pensare...

ALESSIA

— Neanche noi, cara Alessia, di due che si comportano da “adulti” una sera in auto e poi non trovano di meglio che... rinfacciarti di essere nata. Ogni nascita, nel momento del concepimento, dovrebbe custodire un segreto: l’incontro di uno spermatozoo e di un ovulo, quando accade e dà vita a quell’essere irripetibile e unico al mondo che sei tu, è un evento sacro, non usabile per fini più o meno egocentrici. Nel momento in cui tua madre è furiosa con te, ti svela un segreto che suona: «Mi sei debitrice, io per te ho sacrificato la mia adolescenza, la mia spensieratezza e tu... ti comporti così, mi deludi!». Ma la vita è un dono e a nessuno dovrebbe essere rinfacciato. Per i tuoi genitori l’averti concepito in quel modo non è una responsabilità ma... un credito che tu devi pagare, divenendo la figlia che loro si credono in diritto di avere. Nella tua lunga e dolorosa lettera, tu affermi che ti senti in colpa per la vita difficile che tua madre ha dovuto condurre “a causa tua”. La tua conclusione amara suona: «Era meglio che non fossi nata!». Ma questa è una bestemmia contro la vita, Alessia cara: non sei tu a dover pagare il fatto di essere nata; ciascuno di noi ha ricevuto il dono inestimabile che è la vita, che contiene da qualche parte – anche se non sempre è evidente – la sua ragione di gioia. Sentirti in colpa di essere nata, sentirti “una bastarda” come dici, ti fa precipitare nella rabbia, nell’inquietudine, nella trasgressione. Cerca un aiuto: fa pace con te stessa, guardati allo specchio e grida: «È bene che io ci sia!». Non farti terrorizzare da nessuno, perché il dono che hai di vivere vale tutte le cose belle che sai fare, perfino i tuoi sbagli. Leggi il primo capitolo del nostro ultimo testo Benedette differenze (Ed. San Paolo), te lo dedichiamo: troverai che sono i grandi (i genitori) a prendersi cura dei piccoli (i figli) e non viceversa. E tu, nel momento segreto del tuo aprire gli occhi alla vita eri piccolissima. Un dono, anche per noi. Grazie.

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