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venerdì 10 luglio 2020
 
Un'altra difesa è possibile
 

"Se vuoi la pace prepara la pace": a Trento la prima due-giorni italiana

06/11/2016  Per la prima volta nel nostro Paese sono stati convocati – il 4 e 5 novembre ‒ gli "Stati generali della difesa civile non armata e nonviolenta", con la presenza di tutti coloro che cercano, studiano, sperimentano, praticano "l'altra difesa"; cioè una forma diversa da quella militare di adempiere l'obbligo costituzionale di Difesa della Patria (e delle persone che la abitano).

Il 4 e 5 novembre si sono svolti gli “stati generali” di Un’altra difesa è possibile: due giorni di confronto e di analisi per costruire, un altro concetto di difesa non più legato forzatamente alla sola dimensione militare. Analisi, proposte, dibattiti fra realtà e organizzazioni di varia natura e provenienza.

L'incontro, promosso dalla Campagna "Un'altra difesa è possibile" con la collaborazione del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani e dal Comitato delle associazioni per la Pace e i diritti umani di Rovereto, fa parte del lungo percorso di lavoro che ha già permesso la presentazione al Parlamento di un progetto di Legge (già recepito e ora all'attenzione delle competenti Commissioni della Camera) che prevede l'istituzionalizzazione della Difesa civile e non armata. Con conseguente spostamento di fondi dalle forme armate e militari verso la protezione del territorio, dei diritti, della comunità, e con la creazione di percorsi di prevenzione dei conflitti armati.

«L'idea di difesa della Patria sino a qualche decennio fa richiamava alla mente la difesa dei confini italiani ed evocava nomi come Piave, Caporetto, Monte Grappa», spiega Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento e coordinatore della Campagna. «Oggi invece per noi la difesa della Patria significa messa in sicurezza del territorio, e i nomi evocativi sono quelli di Amatrice, L'Aquila, Norcia... L'evoluzione della storia, del pensiero, del sentire comune ha modificato e aggiornato il senso stesso della parola Patria. Ma forse già i padri e le madri costituenti avevano in mente un concetto ampio (e moderno) di Patria, affidando la sua difesa ai cittadini (e non ai militari)».

È sulla base di questa visione che si è svolta la “due-giorni” di Trento, che si è conclusa con una Tavola rotonda tra esponenti del mondo pacifista e della politica centrata sull’iter della Proposta di Legge sulla Difesa civile non armata e Nonviolenta, per capirne la portata e le possibilità di successo.

La Campagna Un’altra difesa è possibile è promossa e sostenuta da sei Reti nazionali del mondo nonviolento, del disarmo, della Pace, del Terzo settore e del servizio civile, che riuniscono complessivamente oltre 200 associazioni del volontariato.

La data dell'appuntamento non è casuale: il 4 novembre si ricorda la fine della tragica carneficina avvenuta un secolo fa nel cuore dell'Europa: «Ci ricorda», dicono gli organizzatori, «in maniera chiara come sia venuto il momento di voltare pagina e quale sia la nostra responsabilità nella costruzione di una Pace duratura capace di difendere popoli e territori.

La campagna “Un'altra difesa è possibile” è stata lanciata il 25 aprile 2014 durante “Arena di Pace e Disarmo”, manifestazione che ha visto la presenza di oltre 13.000 persone a Verona. È promossa dalle principali reti nazionali della Pace, del Disarmo, del Servizio Civile: Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace.

La Campagna ha raccolto oltre 50.000 firme a sostegno della Legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”, poi trasformata in PdL di iniziativa parlamentare e attualmente incardinata presso la I e IV Commissione della Camera dei Deputati con il sostegno di 75 membri del Parlamento.

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