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venerdì 28 gennaio 2022
 
Giornata contro il tabacco
 

Sempre più fumatori tra i giovani

31/05/2017  Malgrado siano chiari a tutti i danni del fumo, sono ancora troppe le persone che fumano nel mondo, un fenomeno allarmante soprattutto tra gli adolescenti. In Italia i fumatori sono circa 10,3 milioni, e si verificano circa 80.000 decessi all'anno per le conseguenze relative a questa abitudine.

Il fumo è la prima causa di morte nei Paesi industrializzati: secondo l'American Cancer Society è responsabile di circa il 30% di tutti i decessi. Sono infatti 8 milioni morti ogni anno per patologie correlate al fumo, in Italia tra  70mila e le 83mila  morti all’anno, e oltre il 25% di questi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età, ed i fumatori sono circa 10,3 milioni (di cui 6,2 milioni di uomini e 4,1 milioni di donne). 
Smettere di fumare apporterebbe grandi benefici al nostro organismo. Basta già un giorno per riossigenare il sangue, dopo 5 anni diminuisce del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell'esofago e della vescica e, dopo 10 anni, di morire per carcinoma del polmone. Non solo: il tabacco è una minaccia per lo sviluppo.

Secondo l'Oms oltre a salvare vite e ridurre le disuguaglianze un controllo del settore offre benefici anche per l'ambiente. La maggior parte del peso, ricorda l'Oms, ricade sui paesi a basso e medio reddito, dove si registra l'80% delle morti premature dovute alle sigarette. La coltivazione del tabacco richiede grandi quantità di pesticidi e fertilizzanti, e usa nel mondo 4,3 milioni di ettari di terra, contribuendo per il 2-4% alla deforestazione. «L'industria del tabacco»- spiega l'Organizzazione, «produce inoltre oltre due milioni di tonnellate di rifiuti solidi». Fra le armi a disposizione per combattere il fenomeno, ricorda l'Oms, ci sono i pacchetti generici, privi di marchi, il bando alla pubblicità delle sigarette sotto qualsiasi forma, l'offerta attiva di counseling e assistenza per smettere di fumare, che raddoppiano le chance di successo, ma soprattutto l'aumento delle tasse. Le tasse sul tabacco sono il rimedio più costo-efficace per ridurne il consumo.  Una tassa che aumenta il prezzo delle sigarette del 10% porta a una diminuzione del consumo del 4% nei paesi ad alto reddito e del 5% in quelli con reddito medio-basso. Tra il 2014 e il 2017 la percentuale di fumatori nell'Ue è rimasta stabile, ma aumentano i giovani che consumano prodotti del tabacco, abitudine che si conferma più radicata nei paesi del Sud Europa. Il 26% degli intervistati nell'ambito del nuovo sondaggio si dichiara fumatore, lo stesso dato del 2014, oltre le metà (53%) non ha mai fumato, mentre il tasso di consumatori di tabacco nella fascia di età tra 15 e 24 anni è cresciuto dal 24 al 29%. In alcuni paesi del Sud-Europa in particolare il fumo si mostra vizio duro a morire: più di un terzo degli intervistati in Grecia (37%), Bulgaria (36%), Francia (36%) e Croazia (35%) sono fumatori, mentre in Italia il dato si ferma al 24%. Le percentuali di fumatori più basse si trovano in Svezia (7%) e Regno Unito (17%). La maggioranza degli intervistati (63%) pensa che l'uso di sigarette elettroniche dovrebbe essere vietato in luoghi dove esistono divieti di fumo e il 46% è favorevole al 'plain packaging' per le sigarette, vale a dire i pacchetti uniformi ed anonimi senza marchi e colori.
 Tra i dati dell'indagine che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori-Lilt ha commissionato alla Doxa emerge che a MIlano il 74% degli intervistati ha risposto di non avere nessuna intenzione di smettere. Nel 2016 la percentuale era invece del 63%. Solo il 23%, contro il 26% del 2016, ha dichiarato invece di essere intenzionato a buttare via il pacchetto. Però c'è un dato confortante: il numero di fumatori milanesi è in leggero calo, il 19% nel 2017 contro il 20% dello scorso anno. Lo stesso vale per il consumo medio giornaliero di sigarette che è sceso a 9,9 nel 2017 contro le 10,5 del 2016. Tra i giovani dai 15 ai 24 anni, il 25% è fumatore, mentre il 68% dichiara di non aver mai acceso una bionda.
Tra gli effetti nocivi del fumo rientri anche l’aumento dell’infertilità sia nella donne che nell’uomo. Problemi di ovulazione, danni a carico delle ovaie e degli ovuli, menopausa precoce: queste alcune delle principali conseguenze del consumo di nicotina sulla fertilità femminile; negli uomini invece si assiste a una riduzione del numero degli spermatozoi, della loro motilità e morfologia. Gli effetti del fumo sono molto pesanti anche sulla gravidanza e sul benessere del neonato: numerosi studi dimostrano come il fumo sia associato ad un aumento delle percentuali di aborti spontanei, di nascite premature, del rischio di gravidanza multipla, e al basso peso del nascituro, che può andare incontro più facilmente al rischio di morbilità e mortalità correlate. 
 

Fra le iniziative in programma nel nostro paese in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco la Lega italiana per la lotta ai tumori di Milano ripropone «Un lenzuolo contro il fumo». Per tutto il mese di maggio la squadra dei volontari LILT ha avvicinato nei cortili delle scuole i ragazzi di alcuni Istituti Superiori con la comunicazione di protesta per una «Scuola libera dal fumo», la distribuzione di depliant e gadget in cambio della loro sigaretta. 

Una sigaretta gigante in piazza della Scala a Milano  è l'iniziativa della Fondazione Umberto Veronesi, che oggi ha portato in piazza l'installazione di una grande sigaretta spenta come se fosse schiacciata  in un posacenere, per dire stop al fumo. Accanto alla sigaretta dei pannelli informativi raccontano il viaggio, e i danni del fumo, dalla bocca, ai polmoni, fino alla pelle e al cervello. 

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