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domenica 05 dicembre 2021
 
Santa Marta
 

Amare e servire, senza questo la Chiesa non esiste

26/04/2018  Papa Francesco, nell'omelia a Santa Marta spiega che il fondamento della Chiesa è l'amore senza misura

«Amore senza limiti, senza questo la Chiesa non va avanti». Papa Francesco, nella messa a Santa Marta spiega che «Gesù con l'Eucaristia ci insegna l’amore, con la lavanda dei piedi ci insegna il servizio, e ci dice che un servo non è mai più grande di quello che lo invia, del padrone. Queste tre cose sono il fondamento della Chiesa». Quando, nell’Ultima Cena Gesù si congeda dai discepoli, spiega il Papa, «con un discorso lungo e bello, riportato da Giovanni», «fa due gesti che sono istituzioni». Sono gesti per i discepoli, ma, soprattutto, per la Chiesa che verrà, «sono il fondamento, per così dire, della sua dottrina». Gesù «dà da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue», cioè istituisce l’Eucaristia, e fa la lavanda dei piedi. «Da questi gesti nascono i due comandamenti che faranno crescere la Chiesa se noi siamo fedeli».

Il primo è il comandamento dell’amore, «non più solo amare il prossimo come me stesso, ma un passo in più: “amare il prossimo come io vi ho amato”. L’amore senza limiti. Senza questo, la Chiesa non va avanti, la Chiesa non respira». E poi il secondo nuovo comandamento che nasce dalla lavanda dei piedi: «Servite gli uni gli altri». Cioè «lavatevi i piedi gli uni agli altri, come io ho lavato a voi i piedi. Due nuovi comandamenti e un’avvertenza: “Voi potete servire, ma inviati da me, mandati da me. Voi non siete più grandi di me”. Gesù chiarisce infatti: “Un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato”. Questa e l’umiltà semplice e vera, non l’umiltà finta». Ci vuole la «consapevolezza che Lui è più grande di tutti noi, e noi siamo servi, e non possiamo oltrepassare Gesù, non possiamo usare Gesù. Lui è il Signore, non noi. Questo è il testamento del Signore. Si dà da mangiare e bere, e ci dice: amatevi così. Lava i piedi, e ci dice: servitevi così, ma state attenti, un servo mai è più grande di quello che lo invia, del padrone. Sono parole e gesti contundenti: è il fondamento della Chiesa. Se noi andiamo avanti con queste tre cose, non sbaglieremo mai».

I martiri e tanti santi sono andati avanti così: «con questa consapevolezza di essere servi», dice papa Francesco. E poi Gesù inserisce con un’altra avvertenza: «Io conosco quelli che ho scelto» e «so che uno di voi mi tradirà». Per questo Papa Francesco conclude consigliando a tutti, in un momento di silenzio, di lasciarsi guardare dal Signore «e lasciare che lo sguardo di Gesù entri in me. Sentiremo tante cose: sentiremo amore, sentiremo forse nulla… saremo bloccati lì, sentiremo vergogna. Ma lasciare sempre che lo sguardo di Gesù venga. Lo stesso sguardo con il quale guardava a cena, quella sera, i suoi. Signore tu conosci, tu sai tutto». Come Pietro dobbiamo ripetere: «Tu conosci, tu sai tutto. Tu sai che ti amo, sai cosa c’è dentro il mio cuore». Ci vuole, conclude papa Francesco «una parola un po’ militare ma che ci serve: subordinazione, cioè Lui è il più grande, io sono il servo, nessuno può passargli davanti».

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