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martedì 30 novembre 2021
 
 

Senza le famiglie l’economia non riparte.

04/07/2013  Dall’Europa sembra arrivare un’iniezione di liquidità e di fiducia ma nel nuovo Governo neanche una delega alla famiglia. E' tempo di restituire alle famiglie quanto esse hanno dato al Paese.

La vera manovra finanziaria, in Italia, è stata fatta, negli ultimi quattro anni, dalle famiglie. Ma ora le famiglie  hanno esaurito ogni margine di risparmio e ogni taglio possibile. Sono ormai al tracollo.

«Quante volte, nei mesi e negli anni scorsi, abbiamo lanciato l’allarme...» ricorda Francesco Belletti, presidente del Forum. «Non volevamo essere profeti di sventura, ma solo far conoscere il polso della situazione che le nostre associazioni ricavano dal contatto diretto e quotidiano con le famiglie. Ma per le famiglie non c’è mai stato alcun segnale di attenzione.

«Ora però, nel momento in cui dall’Europa sembra arrivare un’iniezione di liquidità e di fiducia, il governo non può continuare a tacere e, sia pure tra le tante priorità, deve assolutamente ricordarsi della famiglia. Oltre a tagliare il cuneo fiscale sul lavoro è infatti urgente alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie con carichi familiari. E senza aspettare che riparta l’economia perché senza le famiglie l’economia non riparte.

«In questa situazione non possiamo non fare nostra la richiesta arrivata al premier da diversi deputati e senatori, di larga parte delle forze politiche, di ripristinare al più presto una delega specifica per la famiglia.

«Una sollecitazione che avevamo già rivolto al presidente del Consiglio ad un anno dall’approvazione del Piano nazionale per la famiglia. Uno strumento che traccia l’orizzonte entro il quale i sostegni alla famiglia, normativi prima ancora che economici, dovranno orientarsi negli anni.

«Questo Piano si trova tuttora a non avere gambe per camminare, senza un’esplicita delega. Anche la pur positiva notizia della convocazione dell’assemblea dell’Osservatorio nazionale della famiglia, arrivata ai nostri uffici proprio oggi, non è sottoscritta da un titolare del settore, ma dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

«È tempo di restituire alle famiglie quanto esse hanno dato al Paese» conclude Belletti. «Lo Stato e la politica devono decidere oggi di investire sulla famiglia, e riconoscere il contributo che la famiglia ha dato e può ancora dare alla rinascita dell’Italia».


 
 
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