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martedì 24 maggio 2022
 
UDIENZA
 

Senza passione evangelizzatrice i missionari sono un'Ong

04/06/2016  Lo ha detto papa Francesco ricevendo nella Sala Clementina i direttori delle Pontificie opere missionari e i collaboratori della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, presente il cardinale Fernando Filoni.

Crescere in passione evangelizzatrice. Questo il mandato che papa Francesco ha affidato alle Pontificie opere missionarie, ricevendone in Sala Clementina i direttori nazionali al termine della loro assemblea generale, e i collaboratori della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Ad accompagnarli, il prefetto del Dicastero vaticano, il cardinale Fernando Filoni.

La missione “fa la Chiesa” e la mantiene “fedele al volere salvifico di Dio”. Lo ha ricordato Bergoglio, esortando i 170 tra responsabili delle Pontificie opere missionarie e collaboratori della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli alla “formazione” in tal senso. Perché “pur essendo importante” la preoccupazione per la raccolta e la distribuzione degli aiuti economici che “diligentemente” vengono amministrate “in favore di tante chiese e tanti cristiani bisognosi”, l’esortazione del Papa è stata a non limitarsi “soltanto” a questo aspetto: “Ci vuole 'mistica'. Dobbiamo crescere in passione evangelizzatrice. Io ho paura – ve lo confesso – che la vostra opera rimanga molto organizzativa, perfettamente organizzativa, ma senza passione. Questo lo può fare anche una Ong; voi non siete una Ong! La vostra Unione senza passione non serve; senza 'mistica' non serve. E se dobbiamo sacrificare qualcosa, sacrifichiamo l’organizzazione, andiamo con la mistica dei Santi. Oggi, la vostra Unione missionaria ha bisogno si questo: mistica dei santi e dei martiri”.

Questo, ha aggiunto il Papa, è un “generoso lavoro di formazione permanente alla missione”: non soltanto “un corso intellettuale”, ma un’“ondata di passione missionaria” e “di testimonianza martiriale”: “Le Chiese di recente fondazione, aiutate da voi per la loro formazione missionaria permanente, potranno trasmettere alle Chiese di antica fondazione, a volte appesantite dalla loro storia e un po’ stanche, l’ardore della fede giovane, la testimonianza della speranza cristiana, sostenuta dal coraggio ammirabile del martirio. Vi incoraggio a servire con grande amore le Chiese che, grazie ai martiri, ci testimoniano come il Vangelo ci renda partecipi della vita di Dio, e lo fanno per attrazione e non per proselitismo”.

Ripercorrendo la fondazione, cent’anni fa, della Pontificia unione missionaria, il Papa ha sottolineato come essa si ispiri al beato Paolo Manna attraverso cui – ha sottolineato – “lo Spirito Santo ha condotto la Chiesa ad avere una sempre maggiore consapevolezza della propria natura missionaria”, poi maturata col Concilio Vaticano II. Il missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), ha proseguito, agli inizi del ‘900 comprese che “formare ed educare al mistero della Chiesa e alla sua intrinseca vocazione missionaria è una finalità che riguarda tutto il santo Popolo di Dio, nella varietà degli stati di vita e dei ministeri”. Perché la missionarietà della Chiesa è “propria di tutti: fedeli e pastori, sposati e vergini consacrati, Chiesa universale e Chiese particolari”: “Attuando tale servizio con la carità loro propria, i Pastori mantengono la Chiesa sempre ed ovunque in stato di missione, la quale è sempre in ultima analisi opera di Dio, ed è partecipata, grazie al Battesimo, alla Confermazione e all’Eucaristia, a tutti i credenti”.

In questo Anno Santo della Misericordia, è stato l’auspicio di Francesco, l’ardore missionario continui “a far ardere, appassionare, rinnovare, ripensare e riformare” il servizio che la Pontificia Unione Missionaria è chiamata ad offrire: “La vostra unione non deve essere la stessa il prossimo anno come quest’anno, deve cambiare in questa direzione, deve convertirsi con questa passione missionaria”. L’invito è stato a ripensarsi “nella docilità allo Spirito Santo”, in vista di una “adeguata riforma” delle sue modalità attuative - intesa come “conversione e riforma” - e di un autentico rinnovamento per il bene della formazione permanente alla missione di tutte le Chiese. Francesco ha infine invitato a pregare affinché anch’egli “non scivoli nella 'beata quiete'”, ma abbia “ardore missionario per andare avanti”. Esortazione sottolineata anche dal cardinale Fernando Filoni, nel suo intervento: “Lo Spirito di Dio, che muove la Chiesa ovunque e verso tutti, continui nella sua opera ispiratrice, affinché le Pontificie Opere possano far crescere, in un clima di cooperazione con le Chiese locali, l’unica corresponsabilità di tutti alla missione”.

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