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lunedì 03 ottobre 2022
 
 

Calcio, e non c'è niente da capire

27/08/2012  Rivelazioni e conferme dalla prima giornata di Serie A: la Juve mette a tacere le polemiche, l'Inter vola con Cassano, inizia a delinearsi la Roma di Zeman. La grande delusa è il Milan.

Non si capisce niente dopo il primo turno della serie A di calcio. O meglio, si capisce che non c’è niente da capire, nel senso di archiviare proficuamente all’insegna della logica...
La Juventus, Conte o no in panchina, è la squadra più potente, e qualcuno dice anche la società più prepotente, per come rifiuta la giustizia sportiva. Se le arriva anche il grande bomber straniero (il mercato chiude il 31, ci sono pochi colpi buoni da sparare) può anche puntare in alto nella Champions League.
I suoi giocano in maniera cinica come sfruttamento delle occasioni ma anche in maniera emotivamente forte come impegno agonistico sempre al massimo. Decisamente antipatica all’Italia non bianconera, che ha Zeman nella parte di Grillo, la Juventus si esalta in una sorta di particolare delicata unicità. Si dice perseguitata dalla giustizia e sbaglia un rigore concessole per fallo su un suo giocatore in fuorigioco. È complessa, interessante, forte e dura, irritabile, per molti irritante. Contro il Parma è passata dal rischio “felice”di godere di soggezione arbitrale, come ai bei tempi, a quello di vedersi negato un gol con palla dentro di un bel mezzo millimetro. Ha vinto sul Parma in maniera complicata ma giusta. È una grande anche perché si prende comunque la scena.

La Roma di Zeman ha inseguito e raggiunto in casa il Catania che ha segnato due gol in fuorigioco. La squadra giallorossa, che non si neanche lamentata troppo, è al centro di interesse e attenzioni. Il 30 gioca contro la Juventus a Torino. La data è da appuntare anche in questura, possibili dei disordini, sicure tante polemiche, quale che sia l’esito. Non che il nostro calcio sentisse il bisogno di una faida in più, ma questa almeno è nuova, e psicologicamente interessante perché interpretata da un grande complesso di attori.

Ecco, c’è stata c’è ancora Scommettopoli, c i sono stati gli Europei con il nuovo corso azzurro dei ragazzi di Prandelli, c’è la sensazione che la piovra delle puntate esotiche sul povero pallone indigeno sia ancora in attività, ma scriviamo del calcio come se fosse ancora e sempre “qualle cosa lì”, balorda e necessaria,odiosa e amatissima.E forse è proprio così. E in fondo sembra un approdo giornalisticamente sicuro quello di stare sugli esiti delle partite come se fossero, ognuna, un sonetto, e mettere i versi, anche i versacci in prosa. E allora prosaicamente rinviare ogni giudizio sulla nuova Inter, con Cassano, vittoriosa facile a Pescara, a quando si sarà capito se è l’Inter forte o il Pescara debole: un atteggiamento diciamo critico che funziona sempre. Idem nel non enfatizzare il successo della Sampdoria a Milano sul Milan, magari il Milan è proprio debole un eventuale arrivo anzi ritorno tipo costosissima minestra riscaldata di Kakà non vorrà dire niente, magari la Sampdoria di nuovo in A e da meno 1, è destinata a stupire positivamente, magari una partita non conta nulla.

Sembra proprio di scrivere sempre lo stesso articolo. Il Napoli che passa bene a Palermo è cosa normale per il Napoli, anormale per il Palermo. Ma anche qui si gioca criticamente bene proclamando l’attesa di controprove. Il Napoli adesso riceve la Fiorentina che ha penato a battere in casa l’Udinese, la quale Udinese però aveva giocato bene pochi giorni prima l’incontro preliminare di Champions League (1 a 1 a Braga, in Portogallo), e adesso riceve la Juventus.Il campionato è il giardino dei destini incrociati e anche dei sentieri che si biforcano, per usare due titoli del grande Borges, il quale però scrive pure che in fondo un libro è tutti i libri.
Boh. Certo che in tempo di Scommettopoli tristemente invincibile il vecchio cauto giornalismo sportivo, tuttora in voga anche e specialmente in radiotelevisione, del pronostico per cui o vince A o vince B oppure A e B fanno pari, diventa un rifugio logico, necessario, comprensibile e accettabile.

Rimaniamo sulla prima giornata. Il Genoa che ospita e batte il Cagliari ci sta, il Chievo che ospita e batte il Bologna meno, se si pensa che il Chievo è sempre lo stesso,povero e belloccio, strapazzato, finito dentro a Scommettopoli e uscitone giudizialmente con pochi danni, e che il Bologna sembrava essersi rafforzato mentre invece non ha più Di Vaio ma dai suoi gol adesso remoti sembra sempre dipendere.

La Lazio è passata a Bergamo sull’Atalanta che ha due punti di penalizzazione e deve sfruttare al massimo proprio i turni interni. La Lazio è allenata da Petkovic, un croato misterioso, l’altro giorno era un incapace adesso è uno stratega emerito. D’altronde Il migliore laziale in campo è stato il capitano Mauri, che il 28 maggio era finito in (breve) carcere per Scommettopoli proclamandosi innocente.

Resta il Torino di nuovo in A, e partito da meno 1, e il bicchiere dello 0 a 0 a Siena chissà se è mezzo vuoto o mezzo pieno (il Siena è partito da -6), forse lo diranno chiaramente gli ultimi giorni del mercato,per ora l’alternativa è un bene/rifugio, nel senso di un rifugio che va bene. Il gioco del possesso-palla ad ogni costo comandato da Ventura ricorda un bel po’ quello del Barcellona, peccato che non ci sia nell’attacco granata un Messi a finalizzare il ticchetetocchete quasi infinito.

 
 
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