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Il racconto di Giulia, cercatrice di lavoro a Sessa Aurunca

29/10/2017  Le buone pratiche: il racconto di un'esperienza molto speciale da parte di un'animatrice del progetto Policoro nella diocesi di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Basta aguzzare l’ingegno e aprire gli occhi per scoprire «che non era un’utopia pensare di trovare delle buone pratiche anche sul nostro territorio, realtà imprenditoriali che mettono la persona al centro»: è così che Giulia Lettieri, “cercatrice di lavoro”  e animatrice del progetto Policoro nella diocesi di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta,  ha scoperto, per esempio,  che la musica accelera il processo molecolare di distillazione del limoncello. «Nell’antica distilleria di Andrea Petrone, a Mondragone, vige un clima di famiglia, "chi tocca un mio dipendente è come se toccasse un figlio", dice il titolare che, al di là dell’affetto, coinvolge i dipendenti nel processo decisionale e nelle scelte aziendali». Per gli interessati le note che accompagnano la distillazione del nettare agrumato sono quelle del musicista Ludovico Einaudi.

«Ci ha colpito anche che in alcune scuole del territorio si sia preso sul serio una delle indicazioni che è emersa forte qui nelle giornate di Cagliari, quella di progettare con frutto l’alternanza scuola lavoro». Agli istituti superiori Agostino Nifo e Taddeo da Sessa, per esempio,   si è puntato sui tema della legalità, della valorizzazione dei prodotti tipici e dei beni culturali, progettando vere e proprie esperienze di introduzione al lavoro legato al territorio. 

 

Un’altra esperienza intercettata, aggiunge Giulia, è il circuito di integrazione delle persone svantaggiate “Al di là dei sogni”. A partire dal 2008, nel bene confiscato, “Alberto Varone”, presso Maiano di Sessa Aurunca, grazie alle attività della fattoria didattica, dell’agricoltura sociale e del turismo responsabile e sostenibile,  i soggetti appartenenti alle fasce deboli – situazione di disagio  come salute mentale, ex dipendenze, pazienti di ospedali psichiatrici giudiziari – “vengono inseriti in un percorso di graduale autonomia per la fuoriuscita dal sistema assistenzialistico e, se possibile, l’inserimento lavorativo nel mondo del lavoro”. Così i luoghi che un tempo  erano segno di sopraffazione e violenza, sono rinati a nuova vita grazie alla collaborazione con le istituzioni e con tutte le realtà sociali del territorio. Tra la attività rivolte anche a soggetti esterni i campi scuola di Libera con ragazzi provenienti da tutta Italia e la raccolta dei prodotti coltivati e imbottigliati – zucca, pomodori, marmellate –  inseriti nel circuito Nco (Nuovo Cooperativa Organizzata). 

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