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Shock a Tel Aviv, il terrore torna nel cuore d'Israele

09/06/2016  Un nuovo agguato terroristico compiuto da due palestinesi, la sera di mercoledì in un affollato locale della città...

Israele è sotto shock per per l'agguato terroristico compiuto da due palestinesi la sera di mercoledì in un affollato locale di Tel Aviv. Proprio nel momento in cui il Paese stava tirando un po' il fiato dopo la serie di agguati dei mesi scorsi (33 vittime israeliane dallo scorso ottobre), la sparatoria nella città più vivace e tollerante d'Israele porta a un aumento della tensione e ricorda agli israeliani che non si può abbassare la guardia.

L'attacco terroristico ha provocato 4 morti e 16 feriti. Le vittime sono due uomini e due donne. Stavano trascorrendo una serena serata quasi estiva all'aperto, al Sarona Market, una zona commerciale piena di bar e ristoranti, Ido Ben Ari, 42 anni, stava al ristorante con la moglie (ferita) e i due figli. Michael Feige, 58 anni, era un sociologo e antropologo. Ilana Neve, 39 anni, sposata, lascia orfane 4 bambine. Mila Mishayev, 32 anni, lascia nel lutto i genitori, due fratelli e una sorella.

I due giovani terroristi, eleganti, camicia bianca,giacca e cravatta, si sono seduti a un tavolino senza destare sospetti, hanno ordinato dei dolci e poi si sono messi a sparare sulla gente. Una modalità che ricorda quella degli agguati di Parigi, la sera del 13 novembre scorso. Sparare all'impazzata per uccidere. I due killer, fra loro cugini, erano arrivati da Yatta, un villaggio palestinese della Cisgiordania non lontano da Hebron. Entrambi sono stati arrestati.

Sul posto dell'agguato, nella serata di mercoledì, si è recato il primo ministro israeliano Netanyahu. E' stato deciso un rafforzamento delle misure di sicurezza non solo nei luoghi nevralgici di Tel Aviv, ma anche in Cisgiordania. Sono state introdotte restrizioni agli spostamenti dei cittadini palestinesi ed è stato isolato il villaggio da cui provenivano i due terroristi. Probabilmente, come forma di rappresaglia, le loro case saranno demolite dall'esercito. Sono stati sospesi i permessi di ingresso in Israele a 83.000 mila palestinesi e sono stati limitati anche i permessi per andare a pregare nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Una misura che colpisce la comunità musulmana proprio all'inizio del mese sacro del Ramadan.

La sparatoria mortale di Tel Aviv è stata definita “eroica” da Hamas, anche se non c'è una rivendicazione dell'agguato. Si preparano dunque settimane difficili per la convivenza fra israeliani e palestinesi, anche se un sondaggio compiuto da un istituto di ricerca fra la popolazione dei Territori rivela che l'idea di una nuova intifada (che sembrava imminente nei mesi scorsi) oggi viene scartata dalla maggioranza dei palestinesi.

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