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domenica 05 dicembre 2021
 
 

Shopping virtuoso alla Sartoria San Vittore

14/07/2014  A Milano, una boutique con laboratorio annesso dove lavorano le detenute. Due collezioni donna all'anno. A disegnarle, la stilista Rosita Onofri.

L'interno della Sartoria San Vittore.
L'interno della Sartoria San Vittore.

La moda è quanto di più effimero, eppure si muove con  professionalità, impegno, a sostegno della ricerca e dei più deboli. Una virtù delle grandi griffe italiane, ma anche di piccole realtà. È la storia della Sartoria San Vittore che con le sue collezioni di moda per signora dal mese di giugno si è spostata da via Terraggio in via Gaudenzio Ferrari 3, uno spazio più grande, guadagnando nel retro il laboratorio. Il marchio è nato nel 2010 grazie alla Cooperativa Alice che dal 1992 ha dato la possibilità a tante carcerate di imparare e specializzarsi in campo sartoriale, un percorso di recupero finalizzato a un reinserimento sociale e lavorativo.

"Oggi, in sartoria, sono 11 le persone intente alle macchine da cucire, a rifinire a mano gli orli, o attorno ai banconi da taglio: vi sono donne che escono dal carcere per lavorare con il beneficio dell'articolo 21 e altre affidate ai servizi sociali", racconta Luisa Della Morte, presidente della Cooperativa  e responsabile formazione. Senza contare le detenute che lavorano nei due laboratori interni di San Vittore e Bollate.

Tutte  impegnate a confezionare abiti da sposa in cady di seta, toghe per i magistrati, costumi teatrali e due collezioni all'anno di moda femminili (vedi il sito www.sartoriasanvittore.com) con la supervisione della stilista Rosita Onofri. Che ha disegnato per la stagione in corso capi dalla linea pulita e senza tempo, con rifiniture d'alta sartoria, realizzati con belle stoffe italiane: lini, rasatelli e jersey di cotone.

In attesa della collezione autunno-inverno 2014/2015 in vendita dalla metà di settembre, ora in boutique si trovano in saldo tubini in uno stile sartoriale impeccabile a 50, 60, 70 euro, gonne intorno ai 40 euro, borse tessute coi telai dentro il carcere a partire da 50 euro. E se occorre una riparazione, si esegue al momento.

 
 
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