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giovedì 18 aprile 2024
 
 

Sì alla cremazione, ma le ceneri non vanno tenute in casa

25/10/2016  Né disperse nella natura, né inglobate in gioielli e monili. La Chiesa interviene esprimendo la sua preferenza per la sepoltura, senza con ciò bocciare la scelta di farsi cremare, a patto che non sia motivata da sentimenti anticristiani. E che rispetti certe condizioni. L'Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede, primo documento dell'ex Sant'Ufficio dell'era Bergoglio.

Un'urna con le ceneri. Foto Ansa. In alto: il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della dottrina della fede, durante la conferenza stampa di presentazione dell'Istruzione sulla cremazione, martedì 25 ottobre. Foto Ansa. In copertina: l'urna delle ceneri di un defunto viene trasportata in chiesa per la cerimonia funebre, a Landover Hills, nel Maryland (Usa). Foto: Reuters.
Un'urna con le ceneri. Foto Ansa. In alto: il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della dottrina della fede, durante la conferenza stampa di presentazione dell'Istruzione sulla cremazione, martedì 25 ottobre. Foto Ansa. In copertina: l'urna delle ceneri di un defunto viene trasportata in chiesa per la cerimonia funebre, a Landover Hills, nel Maryland (Usa). Foto: Reuters.

«Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo». Lo spiega l'Istruzione sulla cremazione della Congregazione per la dottrina della fede approvata da papa Francesco e resa nota martedì 25 ottobre, il primo documento dell’ex-Sant’Uffizio pubblicato durante il pontificato di Bergoglio. Se si sceglie la cremazione, «la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita», «devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nei cimiteri». Né è «permessa» la conversione delle ceneri «in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione».

L’Istruzione Ad resurgendum cum Christo precisa che per i credenti resta preferibile la sepoltura rispetto alla cremazione, riconoscendo tuttavia che la cremazione  non è negazione della fede cristiana: «La Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l'inumazione  è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale».

Nel testo la Congregazione per la dottrina della fede spiega che la cremazione deve avvenire comunque dopo il funerale e aggiunge che la cremazione non deve essere in contrasto con «la volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto». In questo caso la Chiesa «non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima e la risurrezione dei corpi». Eppure il documento ribadisce che «la Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti»:«La cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana. In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali, avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso».

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