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lunedì 17 gennaio 2022
 
 

L'Italia dell'inverno demografico

01/10/2014  Un'indagine del Censis ci mette all'ultimo posto d'Europa per tasso di natalità. Nel mondo siamo secondi solo al Giappone. Tra le cause la crisi economica e la mancanza di politiche per la famiglia.

Vantiamo in Europa un triste primato: siamo il Paese delle culle vuote. Il recentissimo rapporto denominato “Diventare genitori oggi” ha infatti collocato l'Italia all'ultimo posto nella particolare classifica europea legata al tasso di natalità per nazione e fatto registrare un ulteriore calo del 3,7% delle nascite nel nostro Paese durante il 2013. Nel mondo siamo secondi solo al Giappone.  Il calo prosegue secondo una tendenza al ribasso iniziata con l'avvento della crisi e ben lungi dal far registrare un'inversione di segno. A partire dal 2008, sono nati mediamente 62 mila bambini in meno all'anno in Italia rispetto al periodo pre-crisi. 

Le cifre diventano ancora più allarmanti se si pensa che una rilevantissima porzione dei nascituri nel nostro Paese è legata a genitori immigrati, il cui livello di procreazione impedisce da un lato che la Penisola soffra ancora di più quest’inverno demografico. L'anno solare 2013, in particolare, ha visto il numero delle nascite complessive in Italia arrestarsi alla soglia delle 514mila unità, cifra più bassa mai raggiunta da quando si è iniziato a condurre indagini demografiche approfondite e nuovo termine di paragone al ribasso per le stime relative all'anno in corso.

Il rapporto elaborato dal Censis ha inoltre mostrato come le difficoltà economiche si riverberino inevitabilmente sui lavoratori di età compresa tra i 25 e i 35 anni, portando l'età media della procreazione a innalzarsi costantemente e rendendo la maternità media italiana (stimata a quota 31 anni ) come la più tardiva d'Europa. Oggi nel nostro Paese si diventa mamme a poco meno di 30 anni. E' non è soltanto una tendenza sociale o culturale. Anche l'incapacità di avere risorse economiche adeguate, oltre che un reddito fisso e certo, contribuisce non poco a spostare la maternità più in là.Il resto lo fa la mancanza di politiche familiari adeguate, come avviene nei Paesi scandinavi e in Francia, dove le neo mamme possono godere di tutta una serie di vantaggi fiscali e di benefits e dove la media è di tre figli a famiglia, contro l'uno virgola qualcosa italiano.

 “In Italia”, ha commentato Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari,  "una famiglia diventa povera anche solo perché ha un figlio in più: un terzo o un quarto figlio sono dei predittori di povertà e questo dice che il problema dei soldi non è un problema solo di crisi economica ma anche di politiche fiscali ingiuste".  

 
 
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