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martedì 04 agosto 2020
 
 

Silvia Salemi: «Se mi dicono terrona alzo le spalle, è un complimento»

23/10/2014  La cantante siciliana ai genitori: educate i vostri figli a smontare l’insulto con l’ironia. E se sono loro a sbagliare, non scusateli

La ragazza dai capelli cortissimi che quasi vent’anni fa da Sanremo conquistò tutti cantando A casa di Luca è diventata una bella mamma di due bambine, Sofia e Ludovica. Il canto continua a essere una parte importante della sua vita, come ha dimostrato in Tv a Tale e quale show, ma da tempo Silvia Salemi alla musica ha affiancato un forte impegno nel sociale. È madrina dell’Osservatorio nazionale per la cultura alla legalità e alla sicurezza dell’Associazione nazionale magistrati e testimonial di una campagna contro il bullismo che la porta in giro per le scuole d’Italia.

#migliorisipuò | Anche le parole possono uccidere


- Quali sono, nella sua esperienza, le parole più usate dai giovani per ferire i coetanei?

«Tutte quelle che fanno riferimento all’aspetto estetico: come ti vesti, se sei grasso o magro o porti gli occhiali, il colore della pelle. Più in generale si prende di mira chi non appare come un vincente. L’aspetto che mi fa più rabbia è che sempre più spesso si prendono di mira giovani che dovrebbero essere presi come modello. Già dalle elementari se una bambina è carina, educata, fa i compiti, viene etichettata dagli altri come “perfettina” e quindi isolata ed esclusa dai giochi. Al contrario, se metti i piedi sul tavolo e rispondi male alla maestra diventi un idolo da imitare».

- Quale fenomeno la preoccupa di più?

«Il cyberbullismo, cioè l’uso dei social network per denigrare l’altro. Il computer pone una distanza che fa cadere ogni inibizione. Si scrivono cose tremende senza minimamente capire quanto possano far male. Il problema è che ci troviamo di fronte a un totale vuoto normativo».

- Lei come si regola con le sue figlie?

«I social network hanno anche aspetti positivi. Con le mamme della classe delle mie bambine abbiamo creato una chat che usiamo per sapere come si sono comportate a scuola. Se so che mia figlia ha preso in giro una compagna, il giorno dopo le impongo di chiedere scusa. Il problema è che tanti genitori oggi tendono sempre e comunque a giustificare i figli».

- È siciliana. Nessuno le ha mai dato della “terrona”?

«No, ma mi avrebbe fatto molto piacere, perché significa una persona che lavora la terra, quindi in realtà è un complimento. È questo che dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi: quando qualcuno li insulta devono imparare a smontare l’offesa con l’ironia. Così il prepotente di turno è inchiodato nella sua stupidità».

 
 
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