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domenica 23 gennaio 2022
 
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Silvio Orlando: «Internet ha diviso genitori e figli»

31/03/2016  L’attore napoletano è in tour con la ripresa di “La scuola”, fortunato spettacolo teatrale tratto dai romanzi di Starnone, che diede impulso a un fortunato filone ambientato sui banchi di scuola. «Credo che vent’anni fa ci fosse più contatto fra studenti e professori. Adesso ho la sensazione che condividano lo stesso spazio, ma sono passivi e distanti»

Era il 1992 quando debuttò Sottobanco, piéce teatrale ispirata all’omonimo racconto di Domenico Starnone, interpretata da un cast eccezionale capitanato da Silvio Orlando e diretto da Daniele Luchetti.

Lo spettacolo ottenne un grandissimo successo e nel 1995 divenne anche un film, La scuola, antesignano di tutto il fortunato filone di ambientazione scolastica. Il film fotografava uno spaccato fedele della scuola italiana di allora con molti riferimenti, dai toni profetici, sul futuro di un’istituzione che è stata oggetto di una recente e ancora controversa riforma.

A distanza di 24 anni La scuola torna con un tour che, da inizio anno e sino al 24 aprile, ha toccato e toccherà le principali città italiane.

Siamo in tempo di scrutini nella classe di un istituto tecnico. Il professor Cozzolino e i suoi colleghi devono decidere sul futuro degli studenti della IV D, apostrofati da Mortillaro, ultrareazionario e disilluso insegnante, come beduini, braccia sottratte all’agricoltura e meritevoli di bocciature. La situazione diviene teatro di uno scontro, dagli inevitabili riscontri comici e paradossali, tra ideologie e ambizioni frustrate. “Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico” dice Silvio Orlando. “A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi”.

Cosa direbbe il prof. Vivaldi della scuola di oggi?
"Direbbe che in questi anni sono riusciti a svuotare di senso anche la scuola. E il professor Cozzolino, alias Vivaldi si unirebbe ai Cobas o analogo gruppo estremista in difesa del sistema scolastico".

Com’è cambiata la scuola in questi ultimi vent’anni?
"Non sono un esperto ma in base alla reazione del pubblico e dall’idea che mi sono fatto sull’argomento, credo che vent’anni fa ci fosse più contatto fra studenti e professori. Adesso ho la sensazione che condividano lo stesso spazio e, magari, in certe occasioni facciano delle cose insieme ma nella stragrande maggioranza delle situazioni sono passivi e distanti. Gli studenti dovrebbero recuperare una visione più umana e affettuosa dei loro insegnanti, come accadeva vent’anni fa quando c’era più vita in comune".

Quali sono stati, secondo te, i fattori che hanno contribuito a creare questa distanza?
"Internet, innanzitutto. Adesso gli studenti sono persi nei suoi sotterranei meandri, “sottobanco” - mo ce vò - sotto il livello del banco, appunto, dove si svolge una vita misteriosa e parallela che ha preso il posto di quella vera. L’avvento di internet ha provocato un’accelerazione talmente forte e rivoluzionaria che, a un certo punto, si è creata una specie di Torre di Babele in cui gli adulti non sono più riusciti a parlare la stessa lingua dei loro figli. Su internet si possono inviare gli aiuti alla Siria oppure organizzare un attentato a Bruxelles. E lo può fare chiunque. Gli adulti sono stati totalmente presi alla sprovvista da questo nuovo mondo che si modifica ogni tre, quattro anni, un mondo liquido e inafferrabile, spaventoso e meraviglioso al tempo stesso".

Cosa senti di aver dato di tuo al personaggio?
"Il meridionale viene generalmente rappresentato come uno che si arrangia, un arruffone che campa giorno per giorno. Nella mia piccola apparizione in scena ho cercato di raccontare un altro tipo di uomo del Sud, come sento di essere e in cui molte persone si riconoscono, mi riferisco al meridionale che ha un senso civico, dei valori, un uomo onesto e mite che si impegna ma che possiede anche una grande capacità di indignazione".

Progetti futuri?

"In questi giorni sono sul grande schermo in Un paese quasi perfetto, un film uscito dopo due anni a causa di alcune vicissitudini distributive. E’ una commedia delicata alla quale mi sento molto affezionato, vediamo come andrà. Paolo Sorrentino mi ha scelto per un ruolo in The young Pope, un grande sceneggiato con un cast internazionale in cui figurano Jude Law e Diane Keaton che uscirà su Sky. La cosa bella è che avrà una distribuzione mondiale. Nel 2017, infine, ho in mente di portare in scena Napoli Milionaria".

 
 
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