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domenica 04 dicembre 2022
 
 

Il Sinodo invoca pace per la Siria

28/10/2012  Nella celebrazione conclusiva dell'assemblea dei vescovi risuona la tragedia di Siria e Medio oriente. Il Papa ha sottolineato la coincidenza con l'anniversario del Concilio.

C’è un’attenzione particolare alla Siria e al Medio oriente nella celebrazione della Messa che conclude i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi. Dopo le notizie degli ultimi attentati che hanno portato ad almeno 146 morti nel primo giorno di tregua, i padri sinodali hanno voluto aggiungere tra le preghiere dei fedeli una in arabo con la quale si chiede che «il Signore ispiri pensieri e progetti di pace per la Siria e i paesi del Medio oriente: doni consolazione alle vittime, speranza ai profughi, coraggio a quanti percorrono la via della solidarietà e del dialogo». Nell’omelia Benedetto XVI ha poi fatto una sintesi dei lavori di queste settimane soffermandosi sull’importanza dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, sulla missio ad gentes nei confronti di quelle popolazioni che non hanno ancora ricevuto il primo annuncio e l’evangelizzazione delle persone «battezzate che però non vivono le esigenze del battesimo».

In varie parti del mondo, ha detto il Papa, la Chiesa ha intrapreso un cammino di «creatività pastorale
per avvicinare le persone allontanate o in ricerca del senso della vita, della felicità e, in definitiva, di Dio». Modello è Bartimeo: «Egli non è cieco dalla nascita, ma ha perso la vista: è l'uomo che ha perso la luce e ne è consapevole, ma non ha perso la speranza, sa cogliere la possibilità di incontro con Gesù», ha spiegato il Papa. Che ha poi ricordato l'importanza di alcune iniziative per tornare a parlare agli uomini in ricerca: le iniziative di missioni cittadine, il Cortile dei gentili, la missione continentale.

«Molto significativa», ha poi aggiunto all'Angelus, «è stata la coincidenza di questa Assemblea sinodale con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II perché ci ha aiutato a riconoscere che la nuova evangelizzazione non è una nostra invenzione».

Il Sinodo», ha detto il Papa, «è sempre un momento forte di comunione ecclesiale». Benedetto XVI ha «ringraziato Dio perché ancora una volta ci ha fatto sperimentare la bellezza di essere Chiesa, e di esserlo proprio oggi, in questo mondo così com'è, in questa umanità con le sue fatiche e le sue speranze».

Ieri al Papa sono state consegnate le 58 proposizioni finali approvate dai padri sinodali e che serviranno a Benedetto per elaborare l’esortazione postsinodale che vedrà la luce nei prossimi mesi, ultimo atto formale del Sinodo. inizialmente 326 poi riassunte in 58 punti le esortazioni toccano tutti i temi già affrontati nel Messaggio al popolo di Dio presentato venerdì scorso: secolarizzazione, rapporto con il Concilio Vaticano II, diritti umani, libertà religiosa, opzione preferenziale per i poveri, catechesi, movimenti e parrocchie, rapporto scienza e fede, vita consacrata, ruolo dei giovani e delle donne, ecumenismo e dialogo interreligioso.

Nella propositio 49 anche l’autocritica riferita ai recenti scandali che hanno «riguardato la vita sacerdotale e il ministero, per i quali ci rammarichiamo profondamente», mentre al numero 48 si legge: «La nuova evangelizzazione deve cercare di affrontare significativi problemi pastorali attorno al matrimonio, il caso dei divorziati e risposati, la situazione dei loro figli, il destino delle spose abbandonate, le coppie che vivono al di fuori del matrimonio e la tendenza nella società a ridefinire il matrimonio».

Le proposizioni sono state votate con una ventina di astenuti. Intervenendo a braccio all’ultima sessione di ieri, Benedetto XVI ha anche voluto informare i padri sinodali che con provvedimenti Motu proprio di imminente uscita la supervisione sui seminari, finora attribuita alla Congregazione per l'Educazione cattolica, sarà trasferita alla Congregazione per il Clero. Contemporaneamente la competenza sulla catechesi passerà dalla Congregazione per il Clero al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione presieduto da monsignor Rino Fisichella. Rispetto a quest’ultimo il Papa ha anche deciso di aggiungerlo, insieme con il cardinale Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington, e a Sviatoslav Schevchuk, capo del sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ai dodici vescovi eletti dai padri sinodali al XIII consiglio della segreteria generale del Sinodo dei vescovi. L’altro italiano, eletto dall’assemblea in rappresentanza dell’Europa, è monsignor Bruno Forte.

Piccola novità anche per l’Italia, nella diocesi di sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, dove il Papa ha nominato arcivescovo don Pasquale Cascio finora parroco e docente di Sacra scrittura presso l’Istituto Teologico di Basilicata a Potenza e presso il Seminario Metropolitano "Giovanni Paolo II" a Salerno.

 
 
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