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domenica 26 giugno 2022
 
FAMIGLIA
 

Sì al Battesimo dei figli delle coppie gay

26/06/2014  L'Instrumentum laboris ribadisce il no alle unioni di persone dello stesso sesso. Ma «nel caso in cui chiedano il Battesimo per il bambino, il piccolo deve essere accolto con la stessa cura, tenerezza e sollecitudine che ricevono gli altri bambini. E' evidente che la Chiesa ha il dovere di verificare le condizioni reali in vista della trasmissione della fede». Tra le altre situazioni familiari «difficili» cui la Chiesa deve dare adeguate risposte pastorali ci sono convivenze, unioni di fatto, separati, divorziati e risposati, figli che restano soli, ragazze madri. In generale, sollecitate «misericordia, clemenza ed indulgenza».

La famiglia come dovrebbe essere e la famiglia come realmente è. Si muove su questi due orizzonti l'Instrumentum laboris del Sinodo convocato da papa Francesco sul tema Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione. «Ci sono voluti otto mesi di lavoro», spiega il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, «per sintetizzare i risultati dell'inchiesta promossa dal Documento preparatorio, con il suo questionario di 39 domande».  Il cardinale ricorda che il documento è diviso in tre parti: «La prima parte dedicata al Vangelo della famiglia. La seconda che affronta le sfide pastorali inerenti alla famiglia quali la crisi della fede, le situazioni critiche interne, le pressioni esterne e altre problematiche. La terza sulle tematiche relative all'apertura alla vita e alla responsabilità educativa dei genitori. L'Instrumentum fornisce una visione della realtà familiare nel contesto attuale e rappresenta l'inizio di una profonda riflessione che si svilupperà nelle due tappe dell'assemblea generale prevista a ottobre di quest'anno e di quella ordinaria del 2015».

Il documento non nasconde le difficoltà e recita un lungo mea culpa sulla «controtestimonianza nella Chiesa come gli scandali sessuali, la pedofilia, l'incoerenza di quei presbiteri con uno stile di vita "vistosamente agiato" o che assumono atteggiamenti di esclusione nei confronti dei divorziati o genitori single. Tutto questo porta a una rilevante perdita di credibilità morale», recita l'Instrumentum. E sulle situazioni di difficoltà sottolinea la grande richiesta di soluzioni da parte degli episcopati. «In alcuni casi chiedono nuovi strumenti per esercitare misericordia, clemenza e indulgenza nei confronti delle nuove unioni. Altre soluzioni - come il singolo sacerdote che accondiscende a una singola richiesta di accesso ai sacramenti, o il guardare alle Chiese ortodosse che, in determinate circostanza, ammettono le seconde nozze - non fanno sentire i fedeli riammessi pubblicamente nella vita della Chiesa e non eliminano i divorzi».

La questione dell'accesso ai sacramenti è affrontata espressamente in più di un paragrafo. ma per concludere che, «con grande misericordia, la Chiesa è chiamata a trovare forme di "compagnia" con cui sostenere questi suoi figli in un percorso di riconciliazione. Con comprensione e pazienza è importante spiegare che il non poter accedere ai sacramenti non significa essere esclusi dalla vita cristiana e dal rapporto con Dio».

Il documento presenta tutte le situazioni di difficoltà compreso il passaggio alla Chiesa ortodossa, che si verifica in tanti casi, per potersi risposare secondo la prassi vigente in quella confessione religiosa e poi richiedere nuovamente di accostarsi ai sacramenti nella Chiesa cattolica.

I vescovi saranno chiamati, a ottobre, a interrogarsi su quei fedeli che si allontanano dalla Chiesa cattolica proprio perché si sentono esclusi dopo le seconde nozze, o che passano ad altre confessioni religiose, o che cercano una soluzione individuale alla propria situazione. Ma non sono solo i matrimoni in crisi a preoccupare i vescovi. Nel documento si parla di convivenze  e unioni di fatto «spesso dovute a una scarsa formazione al matrimonio e alla percezione dell'amore solo come un fatto privato, alla paura dell'impegno coniugale inteso come perdita della libertà individuale»; si mette l'accento sull'impatto dell'attività lavorativa sugli equilibri familiari. Il lavoro, si legge «esige dalla famiglia sempre più flessibilità. I ritmi di lavoro sono intensi e in certi casi estenuanti; gli orari spesso troppo lunghi, talvolta si estendono anche alla domenica: tutto questo ostacola la possibilità di stare insieme».

Nei 159 paragrafi si affronta tutto, dalla formazione all'affettività alle dipendenze, all'incidenza dei social network,  violenza e abuso, povertà, matrimoni misti, unioni di fatto. E soprattutto, si dà grande spazio alle realtà concrete e ai laici. Non a caso a presentare il documento, sono stati chiamati, tra tanti cardinali, anche due coniugi, Franco Miano, ex presidente dell'Azione cattolica, e sua moglie Pina De Simone.

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