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giovedì 15 aprile 2021
 
Bambini nella guerra
 

Siria, un'intera generazione a rischio

13/09/2013  Il conflitto, giunto ormai al terzo anno - dice l'Unicef - è oggi una delle più gravi crisi umanitarie nel mondo. Tre milioni di minori sono coinvolti dagli eventi bellici. Un convegno organizzato alla Farnesina dall'agenzia dell'Onu fa il punto sulla disastrosa situazione dell'infanzia siriana.

«Sarei tentata di dire che in Siria, grazie alle trattative diplomatiche fra russi e americani, ci siamo fermati sull'orlo del baratro, ma forse dopo 100 mila morti e milioni di profughi nel baratro ci siamo già». Le parole sono del ministro degli Esteri Emma Bonino, invitata dall'Unicef a un incontro sulla condizione dei bambini siriani.

In questo baratro che è la Siria insanguinata dalla guerra civile l'Unicef è in prima linea nell'assistenza ai bambini. È dal 2011, dall'inizio della rivolta in Siria, che Unicef Italia sottolinea i rischi per l'infanzia siriana. I fatti, purtroppo, confermano questi timori.

«Il conflitto in Siria è arrivato al suo terzo anno e possiamo definirlo una delle più gravi crisi umanitarie nel mondo: un milione di bambini sono stati costretti a fuggire dal Paese e sono attualmente rifugiati in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto; 740.000 di essi hanno meno di 11 anni. Oltre tre milioni sono coinvolti in modi diversi dal conflitto all’interno dei confini nazionali», denuncia Giacomo Guerrera, presidente di Unicef Italia.

Per queste ragioni, l'Unicef parla di un'intera “generazione a rischio”, perché le cicatrici della guerra, della paura, delle malattie, delle distruzioni lasceranno il segno nelle bambine e nei bambini siriani. L'Unicef è presente con il suo personale nei campi profughi allestiti nel Kurdistan iracheno, in Giordania, in Turchia. Ci sono centinaia di profughi anche in Libano, dove però l'assistenza è più complicata in mancanza di campi attrezzati. Si cerca di garantire in particolare l'assistenza sanitaria (soprattutto le vaccinazioni) e l'attività scolastica.

«Grazie alla generosità dei donatori italiani, nel 2012-2013 Unicef Italia ha trasferito 1.493.000 euro per l’emergenza in Siria e nei Paesi confinanti – di cui oltre 1,1 milioni nei primi 8 mesi del 2013 – cui si aggiungono ulteriori 500.000 euro in trasferimento a sostegno dell’istruzione dei bambini rifugiati in Giordania. Ma sono necessari molti altri fondi per rispondere alle crescenti necessità della popolazione siriana, in particolare dei bambini, sia all’interno della Siria che nei paesi limitrofi», aggiunge il presidente di Unicef Italia. Per il ministro Bonino «questo è un Paese che, anche in tempi di crisi economica, sa essere generoso se gli italiani sono rassicurati sulla destinazione degli aiuti». Lo scorso 4 settembre, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha deciso lo stanziamento di ulteriori 500.000 euro per i programmi di emergenza dell’Unicef in Iraq, per fornire ai bambini rifugiati nel Kurdistan iracheno assistenza umanitaria nel settore acqua e igiene.

Durante l'incontro con l'Unicef organizzato aIla Franesina, il ministro Bonino ha invitato le forze politiche e di governo a «rendere immediatamente operativo il "decreto Missioni"», allo scopo di stanziare al più presto i 50 milioni di dollari di aiuti in Siria assicurati dal premier Enrico Letta durante il G20 di San Pietroburgo.

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