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sabato 16 gennaio 2021
 
Comunicare con le faccine
 

Smile, sorridi: è la giornata delle emoji

17/07/2017  I simboli grafici che usiamo nei nostri cellulari per comunicare emozioni hanno una lunga storia e nella forma di emoticon risalgono al 1600. Dietro c'è un impero. E a breve anche un film di animazione

Dal 2014 esiste anche la giornata mondiale delle emoji, ed è il 17 luglio. Questi simboli formano un linguaggio universale compreso in tutto il mondo e veicolato soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione digitali. Le emojii sono la traduzione grafica, spesso anche tridimensionale, degli emoticon e smaley, segni che esprimono le emozioni e realizzati con l’abbinamento dei simboli di una comune tastiera. Il primo caso di emoticon (parla che nasce dall’unione di emozione e icona)  risale al XVII secolo quando in nella poesia To Fortune di Robert Herrick era presente il simbolo :  ) La nascita delle prime emoticon è molto controversa. La prima in assoluto pare essere stata usata il 12 aprile 1979 da un certo Kevin MacKenzie[9] in un'e-mail inviata agli iscritti a MsgGroup in cui suggeriva di introdurre qualche sentimento nei freddi testi dei messaggi.
La prima faccina gialla sorridente apparve a fianco delle buone notizie sul giornale a opera Franklin Loufrani, giornalista nel 1972. Diede vita poi all’impresa Smaley, moltiplicando a dismisura le faccine che ora grazie al figlia Nicolas  appaiono  ovunque, dagli abiti firmati di grandi stilisti ai gadget più disparati.  Sembrà però che quella faccina fosse nata nel 1963 quando una compagnia d'assicurazioni commissionò a un grafico statunitense Harvey Ross Ball la realizzazione di un'immagine felice, che alzasse il morale dei dipendenti: ed ecco che nacque una faccia sorridente tutta gialla.
Le emoticon divennero emoji con al diffusione dei moderni cellulari giapponesi.  Me fu sempre  Nicolas Loufrani nel 1997 a sperimentare per primo le faccine animate. Ma il primo progettista di emoji fu Shigetaka Kurita, che in cerca di ispirazione, Kurita cercò nell’immaginario manga, caratteri cinesi e segnali stradali: tutte cose che potessero all’istante essere ricollegati a pensieri ed emozioni, senza che generassero simpatia o antipatie forti.

Gli emoji sono divisi in gruppi, e presentano migliaia di soggetti: oltre alla faccine, oggetti di uso comune come torte di compleanno, attrezzi da lavoro e sportivi, automobili, animali, costruzioni, piante e fiori
Il mondo delle faccine fa riferimento a Unicode Consortium, un'organizzazione no profit formata da aziende informatiche, partner istituzionali e istituti di ricerca che riceve le proposte per nuove emoji, le approva e infine le trasforma in abbozzi di immagini che verranno poi trasformate in disegni dalle aziende. Tra i membri al momento troviamo aziende come Apple, Adobe, Facebook, Google, Ibm, Huawei e Microsoft e partner istituzionali come L'Università di Berkley e il governo indiano. Tra gli ultimi arrivati nel mondo di Unicode personaggi di stampo fantasy come i ritratti di elfi, vampiri, maghi e zombie,  e  una ragazza con l'hijab.

 

Una scena del film Emoji - Accendi un'emozione
Una scena del film Emoji - Accendi un'emozione

Una cosa è certa: gli emoji non dovrebbero mai viaggiare quando ci si trova al volante. Uno studio condotto nel 2016 ha infatti rivelato che il 22 % dei giovani europei ha ammesso di avere la cattiva abitudine  in inviare emoji quando si trova alla guida. Distrazione che può aiutare a comprendere perché siano i millennial, cioè i giovani compresi tra i 18 e i 24 anni, che rappresentano l’8% dlle persone alla guida, a essere il 15% delle vittime degli incidenti fatali in Europa
E ora gli emoji diventano anche protagonisti di un film di animazione, ovvero  Emoji – accendi le emozioni nelle sale alla fine di settembre, la storia di una faccina anomala all’interno dello smartphone di un adolescente, che assume  le espressioni più strane al di fuori del suo controllo. Poiché il ragazzo per risolvere l’anomalia sta pensando di formattare il cellulare, alcune faccine si danno da fare per scoprire cosa c’è che non va e sventare la loro cancellazione. 

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