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lunedì 08 agosto 2022
 
in corea del sud
 

Sci: Sofia Goggia, quel sì urlato nel futuro

05/03/2017  Due vittorie in due giorni, quelle che erano mancate fin qui, coronano la stupenda Coppa del mondo 2017 dell'atleta bergamasca, rivelazione dello sci alpino azzurro. E il bello deve ancora venire.

(Foto Ansa)

 

«Sìììì». In quel "sì" libero e liberatorio, allegramente perentorio, alla fine dell'inno di Mameli cantato a squarciagola sul gradino più alto podio del SuperG , replica esatta della libera di sabato 4 marzo, c'è la sintesi della straordinaria stagione di Sofia Goggia, rivelazione dello sci alpino azzurro, bergamasca della Valle di Altino.

 

Sì, perché la ciliegina sulla torta, la prima vittoria dopo in rosario di podi, ci voleva. Sì, perché alla fine le vittorie sono state addirittura due, davanti a Lindsay Vonn la regina, e se una volta può essere un caso, due di solito no. Ha tutte le ragioni di dire di sì, Sofia Goggia, anche se senza un paio di uscite sarebbe in corsa per la Coppa del mondo generale, anche se ai Mondiali di Sankt Moritz, una manciata di giorni fa, ha raccolto l'unica medaglia azzurra, un bronzo all'ultima spiaggia, che ora alla luce di queste due vittorie potrebbe pure prendere il retrogusto di un leggerissimo rimpianto.

 

Ha tutte le ragioni, perché ha appena 24 anni, sta sugli sci da quando ne aveva tre e ha tutta la vita davanti, e perché nelle discipline veloci si cresce con l'esperienza e lei va già fortissimo adesso, ma va forte pure in gigante, cosa che fa di lei già ora, alla sua seconda stagione in Coppa del mondo, la più polivalente della storia dello sci azzurro: con 11 podi da ottobre a qui - dal gigante alla discesa passando per la combinata -, ha fatto meglio di quanto abbiano saputo fare Deborah Compagnoni e Isolde Kostner in una sola stagione, sfondando i mille punti in Coppa cifra degna del miglior Alberto Tomba.

 

La cosa importante è che, ora, conservi la spontaneità, senza cedere alla vertigine che certi numeri possono dare, toccherà anche a noi non chiederle ogni volta prestazioni Wonder woman, per non mettere freni al suo istinto a mollare gli sci e sassi in tasca all'allegria leggera con cui si presenta al cancelletto di partenza. Il modo con cui ha acchiappato ai Mondiali la medaglia all'ultima gara utile, nella manifestazione che la metteva per la prima volta in carriera a confronto con la pressione esterna e le attese degli altri, però dà qualche indicazione interessante anche sulla tempra agonistica: altri, al posto suo, avrebbero incrociato le punte degli sci alla terza porta del gigante.

Ma la migliore notizia di questa storia ancor breve e già così intensa è nel futuro: la pista coreana su cui lo spirito ninja - come l'ha definito lei stessa - di Sofia si sente a casa, al punto da mettersi dietro due volte la regina delle regine Lindsay Vonn, la donna dalle 77 vittorie, sarà la pista dell'Olimpiade PyeongChang 2018. E nelle gare secche, dove è sempre ora o mai più , si sa, è anche questione di feeling.

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