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"Sotto lo stesso cielo", storie (felici) di migranti e integrazione

21/04/2017  Dal 22 aprile su Padre Pio Tv dieci documentari che raccontano storie di accoglienza tratte dall'esperienze del progetto di Caritas Italiana “Protetto, un rifugiato a casa mia”. Mons. Galantino: «Utile per superare ritrosia e repulsione verso gli immigrati»

«Durante il mio viaggio, ho attraversato il deserto a piedi, di notte, a volte senza neanche mangiare e dormire». «Abbiamo trovato una nuova famiglia». In queste dichiarazioni, tratte dalle interviste ad alcuni migranti, è sintetizzata la prospettiva del programma “Sotto lo stesso cielo, storie di migranti e di integrazione”, che andrà in onda su Padre Pio TV a partire da domani, sabato 22 aprile, alle 20.35, e sulle emittenti del circuito Corallo Sat. Dieci documentari che raccontano storie di chi ha aperto le porte delle proprie case, accogliendo sotto il loro stesso tetto persone e famiglie che hanno affrontato il dramma di una disumana traversata e, prima ancora, della guerra, della distruzione e della povertà. Testimonianze di chi ha accolto e di chi è stato accolto, storie di convivenze tra culture diverse, di paure superate e muri abbattuti.

Il programma è stato realizzato in collaborazione con la Caritas Italiana. Le storie raccontate, infatti, sono tratte dalle esperienze nate nel progetto “Protetto, un rifugiato a casa mia”, che prevede l’accoglienza da parte di famiglie, parrocchie o di intere comunità, per un periodo di circa sei mesi, di cittadini stranieri in difficoltà, per accompagnarli in un percorso di integrazione e per favorire una cultura dell’incontro.

La produzione è andata alla ricerca di queste storie per scoprire cosa significa aprire le porte delle proprie case condividendo spazi e giornate ma anche dolori e speranze.

«Ritengo che questo programma sia molto utile per superare l’atteggiamento di ritrosia e repulsione verso il tema dell’immigrazione. Penso che contribuisca a coscientizzare, a rendere consapevoli le persone di quelle storie concrete, di quelle persone concrete e di quegli occhi concreti che chiedono di essere accolti come umanità, come persone». Queste le parole di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, che ha evidenziato la necessità di superare il concetto di immigrazione come emergenza e di accoglienza come fatto occasionale.

«I media servono anche a questo – ha sottolineato fr. Mariano Di Vito, responsabile editoriale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio – a far conoscere le storie belle che accadono nel mondo perché il positivo possa stimolare ciascuno di noi a fare la sua parte in questo grande mosaico della solidarietà».

«Le storie selezionate – spiega Maria Antonia Di Maggio, autrice del programma – daranno luce a quello che succede dopo lo sbarco e la prima accoglienza, quando i riflettori si spengono ma l’umanità si mette in gioco e le vite si incrociano, generando relazioni vere, oltre i numeri, oltre le paure».

La prima puntata ci porterà a Casal Di Principe per raccontare la storia di Ousmane e Dembelé accolti nella parrocchia di don Peppe Diana.

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