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sabato 04 dicembre 2021
 
 

Sottoscrivi una polizza, ti concederò un mutuo

10/10/2011  Secondo un'inchiesta di Altroconsumo le banche chiedono alle giovani coppie di comprare un'assicurazione sulla vita per concedere il prestito

Tempi duri per le coppie di giovani alle prese con l’apertura di un mutuo per l’acquisto della prima casa: le informazioni da parte delle banche scarseggiano e spesso è previsto anche l’obbligo di sottoscrivere una polizza sulla vita per poter accedere al finanziamento degli istituti di credito. Sono alcune delle situazioni raccontate in un recente numero di Soldi & Diritti, il mensile dell’associazione Altroconsumo (www.altroconsumo.it).

L’esperimento è questo: una coppia di trentenni, lui lavoratore dipendente e lei lavoratrice autonoma vuole comprare una casa da 180 mila euro; per farlo, chiedono un mutuo di 50 mila euro. Il reddito della famiglia è pari a 1.500 euro al mese. Ecco cosa è successo ai due.

«In sette delle banche visitate – scrive Soldi&Diritti – non hanno ricevuto alcun consiglio e in alcune nemmeno un’offerta».  Ubi Banca di piazza Vittoria a Napoli, per esempio, «non può erogare mutui di valore inferiore a 65 mila euro, perché le spese fisse chieste per il prestito farebbero salire il Taeg sopra il tasso soglia ai fini dell’usura». Oppure, «da Banca popolare di piazza Vanvitelli, sempre a Napoli, l’offerta di un mutuo sarebbe arrivata solo dopo aver scelto il tipo di tasso, senza che il consulente desse a Marco e Francesca alcuna informazione sui tassi disponibili sulle condizioni economiche». In barba alla legge sull’informazione precontrattuale e la consulenza bancaria, sottolinea Altroconsumo.

Altro problema per accedere a un finanziamento sono le condizioni imposte in alcuni casi dagli istituti di credito. «A chi va in banca a chiedere un mutuo – scrive Altroconsumo – capita ancora troppo spesso di trovarsi costretto ad acquistare una polizza assicurativa sulla vita a copertura del credito, presentata come condizione irrinunciabile per accedere al finanziamento». In questo modo, riassume l’associazione, «la banca commette quattro scorrettezze in una». La prima: il cliente è costretto ad acquistare una polizza. La seconda: l’assicurazione è venduta direttamente dalla banca e, in genere, con pochissime spiegazioni. Inoltre, l’istituto diventa il beneficiario della polizza, «dando così luogo a un palese conflitto d’interessi». Infine, «il costo della polizza assai raramente rientra nel calcolo del Taeg».

 
 
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