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lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Sparlare dell'ex coniuge fa male a tutti

24/09/2018  Scrive un quindicenne figlio di divorziati. La madre parla sempre male del padre. Sbagliato, dice Mariateresa Zattoni: «non si può coinvolgere un figlio nel naufragio di coppia!»

Ho quindici anni, i miei sono divorziati da quando ne avevo otto. Non ricordo giorno in cui mia madre non abbia pianto perché «tuo padre ci ha abbandonati». Mi lasciava andare da papà due volte al mese, ma poi criticava tutto, al mio ritorno. Chiedeva se “la Zoccola” (la compagna di papà) mi aveva fatto qualcosa da mangiare, ecc... Adesso però, dopo aver trascorso l’estate con mio padre, sto scoprendo un padre attento, capace di mettersi in discussione... Ma se ne parlo a mia madre, temo di ferirla troppo. Aiuto!

FRANCESCO

— Ho riportato molto della tua lettera, caro Francesco: sai che scrivi bene? Vorrei anzi che molti padri e madri divorziati leggessero la tua lettera, ne facessero tesoro, immaginassero quanto fanno soffrire un figlio parlando male l’uno dell’altra e viceversa. Questo fenomeno, studiato da mediatori familiari, oggi viene definito: “sindrome da alienazione parentale”, si cerca in tutti i modi di convincere “gli ex” che il problema è loro (con tutto lo strascico di rabbia, risentimenti, ostilità che ne consegue) e non del figlio! Tua madre, caro Francesco, ha riversato su di te tutte le sue cure e (in buona fede, crediamo) ha pensato che quell’uomo che l’ha lasciata per un’altra era indegno, non affidabile; anzi, €fin dai tuoi otto anni lei ha tentato di “immunizzarti” per così dire da lui. Questi genitori sbagliano: anzitutto nel linguaggio, che ha il suo peso: nel tuo caso, tua madre non è autorizzata a dire “tuo padre”, ma “mio marito”. «Tuo padre ci ha abbandonato» è un errore, anzitutto di metodo: non si può coinvolgere un figlio nel naufragio di coppia! Ma ora - tu ci racconti - stai scoprendo un padre, un uomo cui vale la pena assomigliare, interessato a te, leale, vero. E tu, con la tua generosità, temi di ferire tua madre in questo avvicinamento a tuo padre. Questi sono sentimenti che ti fanno onore. E non nasconderli. Parlane schiettamente a tua madre, e non inchiodarla alle sue colpe. Puoi sperare che ti capirà, aldilà del suo dolore di donna/moglie delusa. Anzi puoi dirle con forza che l’avvicinamento a tuo padre non è contro di lei: in fondo, il come sei cresciuto lo devi anche a lei… E non temere se, sui tempi brevi, ti sembrerà delusa, spaventata dall’esser lasciata sola... i tuoi quindici anni parlano chiaro: tu non sei “proprietà” di tua madre o di tuo padre, tu appartieni alla vita, e a tutta la gioia che essa ti riserverà. Auguri!

 
 
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