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martedì 11 maggio 2021
 
Spesa dei single
 

Spesa dei single, se Cupido colpisce al supermercato

28/04/2015  Nell'era dei social network e delle app per fare nuove amicizie si torna alle origini: incontrarsi mentre si fa la spesa, vedersi, parlarsi. L'idea, partita il 23 aprile, è del pr milanese Roberto Dellanotte: «Basta legare un fiocchetto rosso al carrello come segno di riconoscimento e vincere la timidezza»

Marc Augé, antropologo francese, l'ha definito un “non luogo”, ossia un luogo privo d'identità, freddo, anonimo, poco relazionale. Eppure, il supermercato è uno dei posti dove, volenti o nolenti, si va spesso. C'è addirittura chi ha stilato un decalogo per conoscere nuove persone tra corsie e scaffali. Basta, per esempio, dare un'occhiata al carrello: se è pieno di mono porzioni e non ci sono scorte allora il soggetto in questione è sicuramente single. Un altro indicatore utile è l'orario. Di solito i cuori solitari vanno a fare la spesa di sera, dopo il lavoro, quando ammogliati e fidanzati tornano dalla compagna o dalla famiglia. Terzo indizio: al posto del carrello, utilizzano il più pratico (e piccolo) cestello.

In Italia ci sono più o meno 15 milioni di single. E Roberto Dellanotte, pr milanese di 43 anni, s'è messo in testa di accoppiarli (quasi) tutti. Dove? Al supermercato, ovviamente. Per le ragioni di cui sopra. E perché, confida, a dispetto della professione che fa adesso, anche lui è un timido: «Sì, è vero», rivela, «cerco di “curarmi” escogitando nuove iniziative come questa. Ciò che impedisce di socializzare per alcuni è la timidezza, per altri la pigrizia di mettersi in gioco».

Nel 2002 organizzò “La cena degli sconosciuti”, adesso s'è inventato “La spesa dei single”, per far incontrare l'anima gemella tra il banco salumi e lo scaffale dei detersivi. Il motto è decisamente ottimistico: «L’amore non si compra, lo trovi al supermercato». L'iniziativa è partita il 23 aprile scorso in 72 esercizi di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Presto arriverà anche nel resto d'Italia. «Ho già ricevuto diverse richieste da Puglia e Sicilia», spiega Dellanotte, «molti mi chiedono quando partirà anche nelle altre regioni». Partecipare è semplicissimo, come informa il sito www.laspesadeisingle.it

Nessuna registrazione o prenotazione. Basta presentarsi ai supermercati che aderiscono all'iniziativa nei giorni e all'orario indicato (la sera, ovviamente) e portarsi un fiocchetto rosso da legare al carrello, simbolo della disponibilità a socializzare. Evitando, ovviamente, gli auricolari o di compulsare continuamente il cellulare. «Siamo ancora all’inizio», dice Dellanotte, «alcuni hanno già fatto quest’esperienza e mi hanno scritto che si sono molto divertiti e grazie al fiocchetto rosso hanno scambiato due chiacchiere con qualche sconosciuto, altri mi hanno rivelato che non hanno avuto il coraggio di portarsi il fiocchetto rosso ma hanno comunque fatto nuove conoscenze. Tempo al tempo, anche mettere un semplice fiocchetto non è facile».  

Basta, dunque, con iniziative tipo crociera per cuori solitari o serate a tema per conoscere nuove persone.
La filosofia della spesa dei single, spiega Dellanotte, è completamente diversa: «Si tratta di socializzare in un contesto di vita normale, quotidiana. Almeno una volta alla settimana tutti andiamo al supermercato per fare la spesa. L’incontro con la persona giusta può avvenire in un giorno qualunque, ma noi cerchiamo di dare una piccola mano al destino andando in quei luoghi dove c'è un'alta concentrazione di single».

Nell'era dei social network, delle app per incontri e di WhatsApp si torna quindi alle origini, all'incontro faccia a faccia, all'incrocio di sguardi cantato da Mina a fine anni '80 e ambientato, guarda caso, proprio in un supermercato: «Ma chi è quello lì / Senti, tu / mi fai un buco nel cuore / una roba banale / ma mi piaci così / non andare via / resta qui / resta ancora».

«La cena degli sconosciuti», sottolinea Dellanotte, «l’ho inventata per "contrastare", diciamo così, le chat che all’epoca andavano fortissimo, ora ci sono i social network, per cui gli amici virtuali, che non possiamo sempre incontrare, sono più numerosi di quelli “reali”. Il risultato però è uguale: stiamo sempre davanti a uno schermo o a uno smartphone anche quando ci si trova ad una festa e si è in compagnia. La natura umana è quella di fare nuove conoscenze. E questo, almeno all’inizio, non lo si può fare tramite sms o Facebook. Pensiamo a come ci siamo disabituati a fare una telefonata a una persona preferendo i messaggini».  
Insomma, bisogna darsi da fare e bando alla timidezza. Perché, come ha scritto Edgar Lee Masters, «questo è il dolore della vita / che per essere felici bisogna essere in due».

 
 
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