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martedì 22 giugno 2021
 
l'iniziativa
 

Stabat Mater, il pianto di Maria messo in scena dai detenuti del carcere di Pistoia

04/03/2021  Il progetto dell’associazione culturale Electra Teatro rallentato dal Covid. «Abbiamo concluso le riprese a dicembre e ora siamo nella fase della post-produzione», spiega il regista Giuseppe Tesi, «per questo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per poter concludere il nostro progetto. I tempi sono difficili e abbiamo bisogno di aiuto»

La locandina con la campagna di crowdfunding lanciata dall'associazione
La locandina con la campagna di crowdfunding lanciata dall'associazione

Dare voce al dolore della Vergine Maria attraverso i detenuti del carcere di Santa Caterina di Pistoia. È il progetto dell’associazione culturale Electra Teatro impegnata in un progetto approvato dal ministero della Giustizia che prevede la realizzazione di un cortometraggio i cui attori-protagonisti sono i detenuti del penitenziario toscano, affiancati da attori professionisti, tra i quali Melania Giglio e Giuseppe Sartori, con la regia di Giuseppe Tesi.

L’iniziativa prevede la messa in scena dello Stabat Mater, dramma poetico tratto dall'opera Madri (Oèdipus ed.) di Grazia Frisina dove Maria è rappresentata nella sua più terrena e struggente maternità; una madre dunque che avrebbe ben volentieri rinunciato ad essere beata di fronte alla morte violenta e ingiusta del Cristo, suo figlio. «Il lavoro e le riprese, che hanno avuto inizio a gennaio 2020, sono stati interrotti a inizio marzo dell’anno scorso a causa del lockdown», spiega Tesi, «sono stati nuovamente ripristinati, nel mese di settembre e conclusi a dicembre. Ora siamo nella fase della post-produzione e abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per poter concludere il nostro progetto. I tempi sono difficili e abbiamo bisogno di un aiuto economico».

Come Frisina ha dato voce a Maria, donna del silenzio, così, spiegano dall’associazione, «il lavoro teatrale e cinematografico che Electra sta realizzando con i detenuti della Casa circondariale di Pistoia, ha tra i suoi obiettivi quello di dar parola a chi è impossibilitato a far udire la propria voce».

L'obiettivo cardine è unire la valorizzazione della persona allo sviluppo della sua autonomia, coerentemente con la vocazione dell'articolo 27 della Costituzione, andando nella direzione di un re- inserimento sociale che superi una logica strettamente assistenziale. «Il testo di Grazia Frisina», spiega il regista Tesi, «ben si presta a compiere un articolato percorso altamente formativo, sotto il profilo culturale, artistico, pedagogico e disciplinare: una crescita linguistica anche utile ai detenuti di lingua straniera, essenziale per la loro integrazione sociale. Partendo dal presupposto che, per garantire maggiore sicurezza e prevenire la recidività a delinquere, sono necessari percorsi formativi ed educativi atti a promuovere l'autostima, il linguaggio cinematografico, ancora una volta, ha lo slancio affettivo e professionale atto a svolgere un efficace percorso di "educazione alla legalità". Il progetto si prefigge di poter sviluppare le personali potenzialità creative e culturali, ristrutturando l'identità sociale e rispondendo al necessario reinserimento della persona nella cittadinanza attiva».

Perché la scelta è caduta proprio sullo Stabat Mater? «Si tratta di un testo di grande impatto spirituale ed emotivo», prosegue il regista, «consente uno sviluppo e una trasposizione in chiave contemporanea. Il pianto della Madre di Cristo è il pianto di tutte le madri di fronte al sacrificio e all'abbandono, ai troppi e recenti fatti di cronaca cui, ancora oggi, purtroppo assistiamo. Il Coro e la Corifea suggeriti dal testo quale controcanto all'azione, permettono di accogliere un numero multiplo di "attori" ai quali è stato proposto il lavoro, anche considerando l'attuale presenza in carcere di ottanta detenuti. Nell'ambito dello sviluppo drammaturgico e analitico dello scritto, ognuno ha avuto l'opportunità di manifestare il proprio grido, il proprio disagio, la propria essenza, realizzando la concreta opportunità di ascolto e di rinascita. Il momento apice della rappresentazione del lavoro all'esterno costituisce infine la sintesi e la conferma dei risultati, ottenuti attraverso un duro percorso disciplinare, grazie al riconoscimento e all'apprezzamento del pubblico».

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia, Fondazione "Un Raggio di Luce", Ordine degli avvocati, Società della Salute Pistoiese e numerosi benefattori privati con donazioni. Per info: ufficiostampa.electra@gmail.com

 
 
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