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venerdì 28 gennaio 2022
 
Lo scenario
 

Stati Uniti, che succede se il Presidente non può governare

03/10/2020  Il ricovero di Donald Trump, che pure al momento conserva le funzioni, ha aperto lo scenario del vuoto di potere. Vediamo dicono le regole e la storia in questo caso

Il covid-19 ha fatto irruzione nella campagna elettorale per le presidenziali americane, Donald Trump, restio alle mascherine e passato alla cronaca per dichiarazioni, contraddittorie e spericolate, in tema di coronavirus, è rimasto contagiato ed è stato ricoverato il 2 ottobre all'ospedale militare Walter Reed.

Le notizie che trapelano lo danno in buone condizioni e sottoposto a una terapia sperimentale non ancora approvata dalla Food and Drug administration, l’equivalente americana dell’agenzia italiana del farmaco (Aifa). Al momento sembra determinato a conservare il pieno delle funzioni anche dall'ospedale.

Ma che cosa accadrebbe se il presidente americano non potesse governare per qualche tempo?

Andiamo a vedere un po’ di regole e un po’ di storia. Nel caso in cui il Presidente sia impossibilitato lo sostituisce ad interim, cioè provvisoriamente, il vicepresidente. L’articolo 4 della Costituzione americana, recita: «Il Vicepresidente degli Stati Uniti sarà Presidente del Senato ma non avrà diritto di voto, salvo nel caso in cui, in sede di votazione in quell'assemblea, si abbia una parità di voti», questo significa che può votare soltanto quando, essendo i senatori sempre in numero pari, per risolvere una votazione in stallo. All’articolo 5 si legge: «Il Senato provvederà alle nomine per le altre cariche interne ed eleggerà anche un Presidente pro tempore, il quale presiederà in caso di assenza del Vicepresidente o quando questi svolga le funzioni di Presidente degli Stati Uniti».

Otto volte nella storia della Repubblica presidenziale statunitense è accaduto che il Vicepresidente sia subentrato, i casi più noti sono ovviamente quelli di Andrew Johnson Lyndon B. Johnson succeduti ai presidenti assassinati mentre erano in carica, Abraham Lincoln e J.F. Kennedy. Joe Biden, il candidato che sta sfidando Donald Trump nella fase finale della corsa alle presidenziali, è stato vicepresidente dell’amministrazione Obama.

Il ruolo è da sempre ritenuto secondario, di semplice garanzia istituzionale, tanto che è lo stesso sito ufficiale del Governo americano a presentarne la carica con queste parole: «Ricoprendo l’ufficio costituzionale più incompreso, ridicolizzato e più spesso ignorato del governo federale, i vicepresidenti americani hanno incluso alcuni individui straordinari». Anche se oggi sono in molti gli analisti a ritenere che soprattutto nelle ultime tornate la scelta più o meno felice del vice possa avere un ruolo nel rafforzare o meno una candidatura presidenziale.

Chi è attualmente il vice presidente

Qualora Donald Trump, non fosse in condizioni di assolvere le proprie funzioni, come ha assicurato di poter fare dall’ospedale, ad assumere l’incarico pro tempore sarebbe Michael Richard Pence, detto Mike, nato a Columbus nel 1959, da una famiglia di origine irlandese per parte di madre, tanto che il sito dell’Ambasciata americana in Italia lo definisce come un figlio del sogno americano. Esponente del Partito Repubblicano, è stato membro della Camera dei rappresentanti per lo stato dell’Indiana, dal 2001 al 2013, governatore dell’Indiana dal 2013 al 2017 . È noto per le sue posizioni conservatrici, affini a quelle di Donald Trump.

 
 
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