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sabato 23 ottobre 2021
 
 

Stiglitz, "Vi sono scelte politiche che perpetuano la povertà"

02/11/2014  Non solo il noto economista, ma anche Kofi Annan, Jeffrey Sachs e molti altri: la ricerca di Oxfam impone serie e urgenti riflessioni se si vuole costruire un mondo più giusto ed equo.

Kofi Annan
Presidente dell’Africa Progress Panel, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite e Premio Nobel per la pace

Il crescente divario tra ricchi e poveri è ormai giunto ad un punto estremamente critico. Abbiamo due possibilità: o lasciare che si radichi ancor più profondamente, vanificando i nostri sforzi per ridurre la povertà, o agire subito con cambiamenti concreti per invertirne il corso. Questo prezioso rapporto di Oxfam analizza i problemi causati dalla disuguaglianza estrema e le opzioni politiche a disposizione dei governi per costruire un mondo più equo, con pari opportunità per tutti. Questo rapporto è un appello ad agire per il bene comune. Rispondere a tale appello è per noi un dovere.

Professor Joseph Stiglitz
Columbia University, vincitore del Premio Nobel per l’economia

Le estreme disuguaglianze, sia patrimoniali che di reddito, di cui siamo oggi testimoni nella maggior parte del mondo, danneggiano le nostre economie e le nostre società e minano le basi della politica. Se è vero che tutti abbiamo motivo di preoccuparci, sono però i più poveri a soffrire maggiormente, poiché sperimentano in prima persona non solo le conseguenze dell’iniquità sulle loro vite ma anche quanto siano inferiori le proprie opportunità. Il rapporto di Oxfam è provvidenziale nel ricordarci che qualsiasi impegno fattivo per porre fine alla povertà deve fare i conti con le scelte politiche che creano e perpetuano la disuguaglianza.

Nawal El Saadawi
scrittrice e attivista egiziana

Il rapporto di Oxfam svela una nuova sfida al mondo capitalista e patriarcale e al cosiddetto mercato libero. Dobbiamo lottare uniti, globalmente e localmente, per costruire un mondo nuovo basato sulla vera uguaglianza tra le persone a prescindere da genere, classe, religione, razza, nazionalità, identità e quant’altro.

Andrew Haldane
Chief Economist, Banca d’Inghilterra

Quando nel gennaio 2014 Oxfam ci ha rivelato che le 85 persone più ricche del mondo possiedono la stessa quantità di averi della metà più povera dell’umanità, ha toccato in molti di noi un “nervo scoperto” in senso morale. Questo esauriente rapporto va ora al di là delle statistiche per scandagliare i legami di fondo tra disuguaglianza e povertà cronica. E fa di più: propone anche delle soluzioni. Puntando i riflettori sulla disuguaglianza, Oxfam si fa portavoce non solo degli interessi dei più poveri ma anche del nostro interesse collettivo: è infatti sempre più evidente che la disuguaglianza pregiudica fortemente e a lungo termine la stabilità del sistema finanziario e la crescita economica, ostacolando lo sviluppo del capitale umano, sociale e fisico necessario ad innalzare gli standard di vita e il livello di benessere. Questo messaggio sta iniziando a far presa sui decisori e gli esponenti politici. Abbiamo il dovere morale, economico e sociale di studiare misure di politica pubblica in grado di contrastare l’aumento della disuguaglianza, e il rapporto di Oxfam è una preziosa bussola per orientarci nel cammino verso questo obiettivo.

Jeffrey Sachs
Direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University


Oxfam l’ha fatto di nuovo: ha lanciato un altro potente appello ad opporsi alla crescente ondata di disuguaglianza che sta sommergendo il mondo. Questo rapporto arriva proprio al momento giusto, quando i governi mondiali si apprestano ad adottare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015. Sviluppo sostenibile significa prosperità economica inclusiva ed ecologicamente sostenibile; sfortunatamente una parte troppo grande dell’attuale crescita non è né inclusiva né tanto meno sostenibile. I ricchi si arricchiscono sempre più mentre i poveri e il pianeta pagano lo scotto. Oxfam ci spiega chiaramente come possiamo e dobbiamo invertire la rotta: un fisco più equo che metta fine ai paradisi fiscali e alla loro segretezza; pari accesso ai servizi essenziali, come sanità ed educazione, sia per i ricchi che per i poveri; rottura del circolo vizioso di ricchezza e potere in virtù del quale i ricchi manipolano i politici per arricchirsi ancor di più. Oxfam traccia una chiara rotta per il futuro: tutti dobbiamo mobilitarci per la crescita inclusiva e sostenibile che sta alla base degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del 2015.

Jay Naidoo
Presidente del Consiglio di amministrazione e del Partnership Council di Global Alliance for Improved Nutrition


Chiunque abbia a cuore il nostro comune futuro dovrebbe leggere questo rapporto di Oxfam. L’aumento della disuguaglianza è divenuto ormai la peggiore minaccia alla pace mondiale, addirittura alla sopravvivenza stessa della specie umana. La sempre maggiore concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi ha aggravato la crisi sia ecologica che economica, e questa a sua volta ha condotto ad un’escalation di violenza che infiamma ogni angolo del pianeta.

Rosa Pavanelli
Segretario Generale di Public Services International


Le risposte fornite da Oxfam sono semplici, intelligenti e assolutamente realizzabili. L’unico ostacolo che si frappone tra esse e un reale cambiamento è la mancanza di volontà politica. Il nostro compito è far sì che l’appello venga raccolto; rispondere all’emergenza con l’azione; denunciare instancabilmente le ingiustizie e pretendere che siano riparate. E’ il momento di agire. Ora.

Kate Pickett e Richard Wilkinson
co-autori di The Spirit Level


Questo rapporto è il primo passo verso il cambiamento delle politiche che hanno consentito a pochi di arricchirsi a discapito di molti. E’ una lettura essenziale per tutti i governanti, i decisori politici e tutti coloro che non hanno più intenzione di sacrificare il benessere comune a quello dell’1%.

Ha-Joon Chang
economista alla Cambridge University


Partire a Pari Merito è finora la migliore sintesi del perché contrastare la disuguaglianza sia tanto cruciale ai fini dello sviluppo globale. Il divario tra abbienti e non abbienti non è solo sbagliato di per sé, ma è anche fonte di inutile spreco umano ed economico. Vi esorto a leggere questo rapporto e ad unirvi alla campagna globale per un mondo più giusto.

 
 
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