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sabato 13 agosto 2022
 
 

Storia di Caterina, “respiro dopo respiro”

30/12/2013  Una anomalia genetica la costringe a vivere con la bombola per l’ossigeno. Lei ringrazia i medici. E i farmaci che la tengono in vita.

Per capire cosa sia la vita di Caterina Simonsen, la ragazza che ha fatto imbestialire gli animalisti perché favorevole alla ricerca farmacologica su animali, basta ripercorrere le tappe del suo 2013. Venti settimane di terapia endovena, una embolia, quattro ricoveri in rianimazione. “Sono viva grazie ai medici e ai farmaci” dice lei via Facebook, soffiando dentro una maschera per l’ossigeno. E la cosa non riguarda soltanto il suo 2013.

Il calvario di questa ragazza di 25 anni, oggi ricoverata all’ospedale di Padova, è un continuo dribling con la morte. Con un cuore che batte a quota 130 colpi al minuto contro i 70 dei comuni mortali. Con terapie endovena di un’ora anche quattro volte al giorno. Il problema è il deficit di Alfa 1 antitripsina che ha reso i suoi polmoni come spugne, dandole sintomi simili a quelli di un’asma pesante, a volte soffocante.

Prima di arrivare all’ospedale di Padova, di asma hanno parlato per anni i suoi medici. All’età di 15 anni la prima crisi grave. Da qui un girovagare tra ospedali e reparti di pneumologia: a Misurino (Belluno), Padova, Bologna, Pavia. Qui, finalmente, la diagnosi. Un’anomalia del cromosoma 14, di cui i genitori sono entrambi portatori sani, che l’avrebbe costretta a respirare con la bombola d’ossigeno per il resto della sua esistenza.

Caterina non si è arresa. “Respiro dopo respiro”, come dice il tatuaggio che ha sulla caviglia sinistra, è andata avanti. Con una bombola d’ossigeno è entrata il primo giorno di università nella facoltà di veterinaria, di cui oggi è studentessa fuori corso.  Fin quando ha potuto è stata in aula. Poi i continui ricoveri l’hanno costretta a rallentare il ritmo. Ora è a Padova seguita dall’équipe che si occupa di malattie rare ed è coordinato dal professor Andrea Vianello. Sì, perché oltre alla malattia polmonare Caterina ha anche tre malattie rare, di quelle che colpiscono un soggetto ogni 100.000.

Qualche giorno fa su Facebook il video in cui ringraziava i farmaci di consentirgli questa “vita”. E gli insulti, dal fronte più retrivo degli ambientalisti. La sua risposta è arrivata sempre via video. “Senza voler creare ulteriore polemica – ha detto -  vi invito tutti alla ragione e a non prendere posizione, che possa essere pro  o contro la sperimentazione animale (usiamo i termini giusti, fa parte dell’ informazione, la vivisezione, termine che piace tanto, è illegale) per partito preso senza esservi informati prima”. E ancora:  “Più che difese io preferisco le persone razionali che discutono, che si informano e si confrontano contro chi ha pareri opposti razionalmente”. Sofferente, ma lucidissima.

 

 
 
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