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lunedì 14 giugno 2021
 
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Infermiere in Germania? Ti aiuta Clorinda

30/01/2016  L'esperienza di Clorinda Di Maio, che dallo studio del tedesco alla ricerca del posto ha fatto tutto da sé. E ora spiega agli altri infermieri come si fa.

Un manifesto alla stazione centrale di Colonia pubblicizzava pochi mesi fa un'azienda che assume  infermieri in tutta la Germania per fornirli agli ospedali.
Un manifesto alla stazione centrale di Colonia pubblicizzava pochi mesi fa un'azienda che assume infermieri in tutta la Germania per fornirli agli ospedali.

Sei mesi di corso intensivo di tedesco, partendo da zero: "Un massacro", dice lei. Ma poi a Berlino Clorinda De Maio s'è tolta la soddisfazione di superare sette colloqui in ospedali diversi, uno dopo l'altro. Di Crotone, 33 anni, dopo la laurea e' riuscita a fare un'esperienza in un reparto di terapia intensiva di Tivoli e poi, nella capitale tedesca, si è messa a contattare nosocomi da sé: "Le risposte mi arrivavano il giorno stesso", racconta, "e durante i colloqui ero già in prova per due-tre ore: una prassi consueta, utilissima anche per il candidato". Tutto bene, dunque? No. Perché una volta deciso quale opportunità cogliere, ha dovuto aspettare sei mesi prima che il ministero della Salute tedesco l'abilitasse ad esercitare. Risultato: addio contratto. "Non immaginavo di dover avviare una procedura burocratica di riconoscimento delle mie qualifiche e tantomeno che impiegasse tutto questo tempo", ricorda lei. “Anche perché nella Repubblica federale un Ordine degli infermieri non esiste”.

Ora che ha scoperto i passaggi necessari, Clorinda dà una mano ai colleghi che vogliono seguire la sua strada tramite la pagina Infermieri italiani a Berlino, su Facebook. “La lingua e la mancanza di informazione su metodi e condizioni di lavoro spaventano. Ma è un peccato, perché al contrario di quel che succede in Italia, qui è il lavoro che cerca noi”, spiega. Anche di strutture ospedaliere ne conosce parecchie, perché da maggio ha optato per un'occupazione a tempo indeterminato in un'azienda che le organizza turni nei tanti ospedali della città. Ospedali che sono tutti a gestione privata, come nel resto della Bundesrepublik, e finanziati dalle assicurazioni sanitarie obbligatorie. Per la remunerazione esiste un tariffario dei minimi, diversi tra ex Germania Est e Ovest (poco più di 9 e 10 euro all'ora per i laureati). "Dopodiche' c'è un ampio margine di contrattazione", precisa la professionista calabrese che lavora nelle terapie intensive di Berlino.

E l'attività? Qualche differenza con l'Italia c'è: "Tutto quello che si fa viene scritto e motivato.  Forse, però, può essere un po' restrittivo, per chi si è formato nello Stivale, rimanere nel ruolo rigido previsto dalla sanità tedesca, dove per fare l'infermiere si segue una Ausbildung, una formazione professionale di tre anni, e non serve la laurea”. Sarà anche per questo che in Germania gli infermieri italiani sono apprezzati. "Ogni volta che inizio un nuovo incarico, appena dico di dove sono vengo accolta con un sorriso", conclude Clorinda.

 
 
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