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sabato 15 giugno 2024
 
il caso
 

«Su Giovanni Paolo II una campagna d’odio basata sul nulla»

17/04/2023  Intervista a monsignor Andrzej Dobrozynski della Fondazione Giovanni Paolo II: «Le accuse a Wojtyla frutto velenoso di pregiudizi, ignoranza e voglia di far male alla Chiesa e ai suoi rappresentanti. Una recente inchiesta di due giornalisti polacchi ha dimostrato che non coprì abusi sessuali quando era arcivescovo di Cracovia»

Il monumento dedicato a Giovanni Paolo II vandalizzato a Lodz, in Polonia (Ansa)
Il monumento dedicato a Giovanni Paolo II vandalizzato a Lodz, in Polonia (Ansa)

«Illazioni offensive e infondate». È netta la difesa di papa Francesco per San Giovanni Paolo II all'Angelus di domenica scorsa da chi lo accusa di presunti omessi controlli sui preti pedofili quando era vescovo in Polonia e da chi lo accosta anche alla misteriosa sparizione della cittadina vaticana, Emanuela Orlandi, di 40 anni fa. In difesa di Wojtyla sono scesi in campo, accanto a papa Francesco, i cattolici e non cattolici in tutta Europa e in gran parte del mondo, in particolare in Polonia con manifestazioni di solidarietà, e in Italia con la Conferenza episcopale, tramite un deciso intervento del presidente, il cardinale Matteo Zuppi.

Con altrettanta determinazione si leva, forte e chiara, anche la voce della istituzione che in Vaticano promuove e custodisce l'opera omnia di Wojtyla, tra documenti, biografie, e testi. È la Fondazione Giovanni Paolo II, che col direttore della biblioteca, monsignor Andrzej Dobrozynski, bolla le accuse anti wojtyliane come «frutto velenoso di pregiudizi, ignoranza, voglia di far male alla Chiesa e ai suoi rappresentati, tra le quali Wojtyla è tra o più alte, con Benedetto XVI, anche lui ingiustamente oggetto di analoghe accuse, e persino Madre Teresa di Calcutta».

Monsignor Dobrozynky, lei che è nativo della diocesi di Cracovia retta a suo tempo dal vescovo Karol Wojtyla, come risponde a queste accuse? C'è chi sostiene che Giovanni Paolo II non ha bisogno di essere difeso perchè è la sua storia a difenderlo. Condivide?

«Non ci si può fermare ad affermare che Wojtyla si difende da solo. Questo non può significare una mancanza di impegno e di risposta. Bisogna rispondere mostrando la sua azione nel modo più completo. Questo è il lavoro di chi si occupa di scienza e di media. Lo hanno dimostrato due giornalisti polacchi, Tomasz Krzyżak e Piotr Litka che, pochi mesi fa, hanno pubblicato la storia di due sacerdoti dell'arcidiocesi di Cracovia che avevano abusato di minori nei primi anni Settanta. Hanno anche dimostrato, verificando documenti d'archivio del Servizio di sicurezza polacco (Służba Bezpieczeństwa) che l'operato di Wojtyla era stato corretto e che non c'erano motivi per accusarlo di aver coperto casi di pedofilia o di abusi. Gli stessi giornalisti e storici hanno fornito prove d'archivio che dimostrano che i giornalisti che accusavano Wojtyła (Marcin Gutowski, Ekke Overbeek) erano negligenti nel loro lavoro e mostravano i documenti del servizio di sicurezza senza un'adeguata verifica. Penso che quanto, invece, hanno fatto Krzyżak e Litka, sia ciò che la figura di Giovanni Paolo II si aspetta da noi, che dobbiamo mostrare onestamente le azioni dell'intera sua vita. A questa ricerca di verità storica sono chiamati ad operare, tutti coloro che lavorano nel campo dell'informazione, storici, giornalisti, scienziati, intellettuali. Lo stesso dovrebbe essere fatto nel caso di Santa Madre Teresa. Ciò che Giovanni Paolo II e Madre Teresa meritano è una giusta valutazione di tutta la loro vita al servizio della Chiesa e della intera umanità». Conoscere e promuovere, su basi storiche e senza pregiudizi, quanto papa Wojtyla e Madre Teresa hanno fatto ci deve incoraggiare ad andare avanti nella difesa della verità? «Certamente. Il verdetto della Chiesa di elevarli agli onori altari si è basato sulla convinzione delle loro virtù, della loro base morale. Ciò richiede un esame coraggioso delle accuse mosse, con la convinzione che la verità a cui si arriva confermerà ulteriormente che chi formula certi giudizi infamanti lo fa senza prove, sulla base di false notizie. Bisogna anche chiarire che la santità non implica infallibilità nelle decisioni concrete e onniscienza. Pertanto, le decisioni concrete di qualsiasi uomo o donna possono essere imperfette o non all'altezza degli standard attuali. Tuttavia, non ci sarà nulla che farà cadere figure come Giovanni Paolo II, Madre Teresa e Benedetto XVI nell'infamia. Un albero buono non può dare frutti cattivi, ha insegnato Gesù».

Come spiega il caso di Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, figura dalla doppia vita, accusato persino di violenze sessuali ai danni dei suoi allievi?

«Rispondo citando un articolo di monsignor Slawomir Oder, adesso vescovo di Gliwice, postulatore della causa di beatificazione di papa Wojtyla: Gli archivisti giurati sono stati coinvolti nella preparazione delle risposte alle domande poste (sull'operato di Giovanni Paolo II, ndr). Tra queste, quelle riguardanti l'atteggiamento di Giovanni Paolo II nei confronti del fenomeno della pedofilia nella Chiesa americana e quelle relative alla figura di Maciel Degollado. Le risposte ricevute hanno confermato che Giovanni Paolo II rimane al di là di ogni sospetto di matricidio o di omissione in questo campo'. Il titolo dell'articolo di Oder è “Kompleks Herostratesa” – pubblicato come un supplemento speciale ai settimanali cattolici di Polonia “Jan Paweł II. Odkrywamy prawdę” 29.01.2023. Oder spiega che lo studio è stato condotto sulla base di documenti segreti, quindi non è stato possibile includerlo nella Positio. Ne consegue, però, che lo studio è stato effettuato e il risultato è noto. La domanda è, se di fronte alle attuali accuse se Giovanni Paolo II era a conoscenza dei crimini di Maciel e degli abusi negli Stati Uniti, questa ricerca non debba essere resa pubblica per il bene dei fedeli e per la venerazione del Papa polacco. Come minimo, penso che su questo ci dovrebbe essere qualche dichiarazione da parte dell'ufficio vaticano».

Perchè nella società odierna c'è tanto livore contro la Chiesa ed i suoi più rappresentanti?

«Mi sembra che viviamo in una “dittatura” di accuse e calunnie. Stiamo diventando sempre più deboli nel difenderci dall'assurdità delle accuse che ci vengono rivolte. Questo è legato al relativismo e all'indifferenza. La diffusione delle accuse di aver coperto abusi senza prove di colpevolezza e di aver provocato un'ondata di odio tra le persone solleva la domanda: la libertà di parola significa l'assenza di qualsiasi responsabilità per ciò che si dice e si scrive? Se così fosse, le società saranno costantemente esposte a tali prove e conflitti interni».

San Giovanni Paolo II e Santa Madre Teresa di Calcutta vittime di uno stesso destino fatto anche di accuse ed infamie gratuite. C'è una spiegazione?

«Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II hanno in comune il fatto di essere stati eroi spirituali nella seconda metà del XX secolo. Sono due figure che hanno guidato il cattolicesimo, dimostrandone la forza evangelica e la responsabilità nei confronti del mondo moderno. Sono legate anche dal fatto che dopo la loro morte, avvenuta nel 1997 e nel 2005, i processi di beatificazione di entrambi sono iniziati molto presto, anche se la durata è stata di diversi anni. Forse sono attaccati anche per questo. C'è chi ritiene che gli attuali attacchi mediatici contro Giovanni Paolo II in Polonia siano solo una testimonianza della scarsa professionalità dei giornalisti. Ma queste informazioni inaffidabili e manipolate hanno dato vita a un'ondata di infamia e di odio contro Giovanni Paolo II a cui occorre rispondere con la verità. E noi non ci stancheremo mai di farlo».

 
 
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