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mercoledì 15 luglio 2020
 
famiglia e politica
 

Impegni concreti e il Paese sarà più forte

25/09/2017  Si terrà il 28 e il 29 settembre la Terza Conferenza del Governo sulla famiglia. Ma a pochi giorni giorni dall’appuntamento nessuno ne parla. Eppure è l’occasione per un dibattito che ne riconosca il valore proprio come dice lo slogan "Più forte la famiglia, più forte il Paese".

Il 28 e 29 settembre 2017 si terrà a Roma la Terza Conferenza del Governo sulla famiglia, dopo ben sette anni dall’ultima (la legge prevede che venga organizzata ogni due anni!). Se l’attenzione dei Governi alla famiglia si giudica da questa Conferenza, questo lunghissimo ritardo conferma che la famiglia non è ancora entrata nell’agenda delle priorità.

Le recenti dimissioni del ministro Costa, che aveva la delega per le politiche familiari, non hanno certo migliorato la situazione. Sorprende anche che solo oggi, mentre scriviamo, a circa dieci giorni dall’evento, siano stati resi noti il programma della Conferenza e l’elenco dei relatori. C’è un bel titolo, “Più forte la famiglia, più forte il Paese”, ma manca quel grande dibattito pubblico, sui media, tra tutti gli attori sociali e della politica che aveva accompagnato le Conferenze di Firenze (2007) e di Milano (2010). E manca la chiarezza sugli impegni concreti che il Governo potrebbe assumersi.

E chi ha ricordato, in queste settimane, che il Governo aveva approvato nel 2012 un Piano nazionale per la famiglia, rimasto in qualche cassetto ministeriale? Ci si avvicina alle giornate di Roma a fari spenti, tranne qualche episodica dichiarazione, con il timore che ci si limiti a un “evento passerella”, dove a grandi annunci poi non seguano fatti concreti.

In ogni caso la Conferenza può e deve essere l’occasione fondamentale per un discorso pubblico che riconosca la famiglia come un grande motore del Paese, e non come il grande malato, aiutando le famiglie a essere protagoniste del proprio destino. Sostenute a essere responsabili, perché più libere nelle sfide della vita quotidiana, non puramente assistite nelle loro fragilità. Ma non ci si può limitare alla retorica della “famiglia risorsa”. Serve indicare con chiarezza le priorità di intervento e le misure che si vogliono adottare. In particolare è prioritario accendere i riflettori sul progressivo crollo della natalità, che ogni anno segnala un record negativo, deliberando interventi finalmente strutturali, permanenti e non marginali.

Ancora, far uscire dall’ombra la fatica del fare famiglia, costruendo politiche per i giovani che oltre al lavoro sappiano promuovere la possibilità di fare famiglia, magari con un piano straordinario di supporto abitativo per le giovani coppie.

Occorre riconoscere e sostenere la solidarietà tra generazioni che le famiglie testimoniano, facendosi carico della cura di bambini, anziani, disabili, mentre gli interventi pubblici non sanno pensare per generazioni.

Come priorità assoluta serve una riforma strutturale del fisco a misura di famiglia, che finalmente aiuti i giovani a pensarsi sposi e soprattutto genitori. Magari a partire proprio dal Fattore Famiglia, la proposta del Forum delle associazioni familiari.

È su queste priorità che ci aspettiamo finalmente impegni chiari dalla Conferenza sulla famiglia, certi che ogni euro investito oggi sulla famiglia genererà domani molti euro in più di bene comune.

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