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venerdì 19 agosto 2022
 
un convegno a roma
 

Sulle tracce del bello; affetti, emozioni, sentimenti: le neuroscienze spiegano l'arte?

18/11/2021  Padre Alberto Carrara, membro corrispondente della Pontificia Accademia per la vita (Pav), spiega i temi trattati nel convegno “La grande bellezza; possono le neuroscienze spiegare l’arte?”, in programma a Roma il 19 novembre dalle ore 9, nell’Auditorium Maxxi. L’evento, a cui partecipano sette ricercatrici del panorama mondiale delle neuroscienze, rappresenta la terza tappa di un progetto itinerante, dal titolo “Emotions”, ideato da Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Ebri (European brain research institute, fondato da Rita Levi-Montalcini).

Padre Alberto Carrara, legionario di Cristo.
Padre Alberto Carrara, legionario di Cristo.

Che cos’è la bellezza? Siamo stati in qualche modo “progettati” per poterla percepire? In che modo il contatto con il bello, nelle tante espressioni artistiche che l’umanità ha prodotto, può diventare uno strumento di benessere e qualche volta di cura? Si interroga su questi temi il convegno “La grande bellezza. Possono le neuroscienze spiegare l’arte?”, in programma a Roma il 19 novembre nell’Auditorium Maxxi. Ideato da Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Ebri (European Brain Research Institute), fondato da Rita Levi-Montalcini, l’appuntamento prevede la partecipazione di sette ricercatrici di livello mondiale attive nelle neuroscienze. Il convegno fa parte di un percorso itinerante, che tocca 8 città e si confronta con il tema delle emozioni.

Arte e neuroscienze possono apparire, a prima vista, ambiti distanti fra loro. «Ma sono collegati da un ponte» ci spiega padre Alberto Carrara, membro corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita e docente presso l’ateneo pontificio Regina Apostolorum. «Da un lato sappiamo che tutte le dimensioni dell’umano, dalle emozioni agli aspetti cognitivi, quindi anche la percezione del bello e il desiderio di mettersi in comunicazione con il trascendente, devono passare dal nostro organo principe, che è il cervello. E d’altra parte l’arte stessa è uno strumento importante per configurare il nostro organo cerebrale, con effetti sullo sviluppo cognitivo, affettivo, emotivo». Parliamo di temi che toccano quanto di più profondo e insondabile c’è nel nostro essere. «L’arte ci rimanda a una scintilla così intimamente umana, a un’esigenza ancestrale che si è manifestata fin dagli albori della nostra storia, nelle pitture rupestri, nei rudimenti della musica. E anche le neuroscienze, benché in quanto tali siano una disciplina giovane (nata ufficialmente solo nel 1962) hanno alle spalle una storia lunga 5000 anni» spiega ancora padre Carrara. «Già gli antichi Egizi avevano intuito che ad alcune modificazioni nella teca cranica si associano alterazioni nelle capacità motorie, o nel linguaggio o in altre funzioni».

 

Lanciare un ponte tra il mondo delle neuroscienze e quello artistico può essere importante per diverse ragioni. Da tempo l’arte ha un ruolo prezioso come sostegno alla psicoterapia. «Penso ad esempio» racconta il sacerdote «all’esperienza della Sispi (Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa): stimoli immaginativi derivanti da opere d’arte come pitture, sculture e brani letterari diventano lo spunto per un cammino psicoterapeutico e di ristrutturazione positiva. Ne traggono beneficio pazienti affetti da piccoli stati depressivi, alterazioni dell’umore o altre patologie». Che l’arte possa essere uno strumento di benessere è realtà ben nota «e sul piano fenomenologico tanti elementi ce lo confermano. Dal punto di vista delle neuroscienze, però, capire esattamente quali aree cerebrali siano coinvolte in questo processo, e in che modo, è una storia ancora tutta da scrivere».

Durante il convegno di Roma è previsto che si parli, tra l’altro, di influsso delle emozioni sulla memoria e della bellezza sul cervello, di corporeità nella percezione artistica, di bellezza nella musica. Si tratta della terza tappa di un cammino iniziato a Gerusalemme lo scorso 24 ottobre e proseguito a Genova. Dopo la tappa romana, la riflessione si sposterà a Lugano, Milano, Ginevra, Londra, per poi concludersi a Lisbona nel maggio 2022. E’ possibile seguire i lavori, in streaming, dal sito www.braincircleitalia.it.

Al convegno di Roma padre Alberto Carrara non interviene direttamente tra i relatori, ma di questa esperienza è un convito sostenitore e divulgatore, anche in virtù di un percorso di vita molto particolare. Sacerdote (nella congregazione dei Legionari di Cristo), ma anche medico, con dottorato di ricerca in biotecnologie mediche, ha affiancato al percorso scientifico quello umanistico, con una solida formazione filosofica e teologica. Oggi è tra i massimi esperti di neuroetica.

 
 
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