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martedì 29 novembre 2022
 
Bambini e natura
 

«Suo nonno gli racconta di quel grande albero, e lui abbandona i videogiochi»

27/09/2022  "Mio figlio di 8 anni già è dipendente dalla tecnologia e dai videogames. L'altro giorno siamo stati in campagna da mio padre che l'ha portato con sé nell'orto affascinandolo con le sue storie.. Vorrei che non perdesse questo interesse verso la natura"

Da tempo stavo rassegnandomi all’idea che mio figlio di 8 anni ami solo ogni espressione elettronica di giochi, video, storie, che per ora guarda sul mio computer e il mio telefono. Il bello è che ne predilige tante ambientate nella natura, persino selvaggia, in cui si muovono personaggi che cercano di sopravvivere ai luoghi estremi secondo tecniche molto primitive... rigorosamente osservate dal divano e grazie ai più sofisticati programmi! Poi però siamo stati nel fine settimana nella casa di campagna di mio padre, vecchia e sgangherata al punto da essere quasi inabitabile. Giacomo si è appassionato moltissimo a lavorare nell’orto col nonno, che è riuscito anche a farlo stare più volte, ben più di mezz’ora, ad ascoltare la storia di un grande albero, che però ormai è un po’ troppo spelacchiato rispetto a quando ero un bambino io, ma viene raccontato da mio padre come se fosse una persona... Potenza della fantasia di un anziano che non è mai noioso o della natura? Comunque un’attenzione così lunga è una rarità, che testardamente voglio continuare a coltivare. ATTILIO

Caro Attilio, mi hai fatto venire in mente una delle spassose e profonde poesie di Gianni Rodari intitolata Domenica nei boschi che comincia così: «Scrive l’alunno Dolcetti, che con l’acca non se la dice: / - Sono andato nei bosci, ero tanto felice...». Il maestro lo perdona («Non guasterò la sua gioia con la matita blu») perché anche senza acca, il suo divertimento è autentico. D’altro canto l’albero spelacchiato potrebbe assomigliare a quello cantato nella poesia della cinese Wang Ya-P’ing: «Un albero secco / fuori dalla mia finestra / solitario / leva nel cielo freddo / i suoi rami bruni. / Il vento rabbioso la neve e il gelo / non possono ferirlo. Ogni giorno quell’albero / mi dà pensieri di gioia, da quei rami secchi / indovino il verde a venire.».

È stupendo ricordare o scoprire per la prima volta le mille sfaccettature che la natura assume quando diventa fonte di ispirazione degli autori più diversi e forse ancor di più ora che le minacce alla sua sopravvivenza si moltiplicano. Tra l’altro entrambe le citazioni sono ricordate in un rigogliosa iniziativa delle Edizioni Giannino Stoppani che hanno raccolto in Arboreti di carta e Alberi per la vita le riflessioni di scrittori e illustratori su questi eterni compagni dell’esistenza dell’uomo, che conquisteranno sia te che tuo padre, e tante voci «vestite di foglie e corteccia» che potrebbero stuzzicare tuo figlio a prodursi lui stesso in un racconto, una poesia, un disegno. Da far vedere prima di tutto al nonno “che non è mai noioso”.

 
 
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