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mercoledì 08 dicembre 2021
 
L'Italia delle riforme
 

Suona la campanella della "Buona scuola"

19/02/2015  Il premier ha annunciato un provvedimento d'urgenza e un ddl delega nell'ultimo Consiglio dei Ministri di febbraio. Tra le novità annunciate: l'assunzione di circa 150 mila precari, che dovrebbe consentire alle elementari, soprattutto al Sud, di tornare al modulo della doppia maestra, due-tre ore la settimana. E i docenti potranno avere stipendi più alti in base al merito. Prevista anche una graduale apertura ai privati.

Dall'ormai celebre (e criticato) progetto "La buona Scuola", lanciato dal Governo con una consultazione pubblica tra il 15 settembre e il 15 novembre 2014, e dai vari provvedimenti che sono stati via via annunciati negli ultimi mesi , si sta arrivando a un decreto, «un provvedimento d'urgenza e un ddl delega», che dovrebbe essere discusso nell'ultimo Consiglio dei Ministri di febbraio, per la precisione quello di venerdì 27. Insomma, si stanno stringendo i tempi. Sui contenuti del decreto non ci sono ancora certezze. Di sicuro c'è il fatto che ci sarà l'assunzione di circa 150 mila precari. Tuttavia, sull'ampiezza e la natura di questa stabilizzazione i pareri sono contrastanti. Diverse le ipotesi: si parla di organico funzionale destinato alla copertura delle supplenze o al sostegno, se non addirittura all'insegnamento dell'inglese nella primaria (anche se per insegnare davvero una lingua ai bambini sarebbe preferibile il modello del "tutor" madrelingua). E il bonus insegnanti legato a queste assunzioni dei precari dovrebbe consentire alle elementari, soprattutto al Sud, il ritorno al modulo della doppia maestra (due-tre ore la settimana), quindi con un cambiamento rispetto alla riforma voluta dall'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Molte novità dovrebbero arrivare ( il condizionale è d'obbligo perché le ipotesi sono parecchie e l'attuale ministro dell'Istruzione Giannini ha ricevuto i sindacati per presentare loro i provvedimenti) anche da un nuovo profilo di carriera per gli insegnanti:  i docenti potranno avere stipendi più alti in buona percentuale in base al merito e potranno scegliere tra due percorsi, quello più legato alla didattica (il mentor) e quello di supporto-organizzativo (il quadro-intermedio). Nuovo ruolo anche per i dirigenti scolastici: diventeranno i "sindaci" della comunità scolastica, e non più manager, per sgravarli di compiti che non sono pertinenti alla loro funzione, anche se in questi anni il ruolo di forte autonomia organizzativa assegnato ai presidi, dal punto di vista finanziario e gestionale, in molte scuole, grazie alle capacità individuali di molti dirigenti scolastici, ha fatto la differenza in termini di qualità ed efficienza nell'organizzazione degli Istituti, soprattutto quelli Comprensivi.

Il decreto annunciato dal premier Matteo Renzi prevede anche una progressiva apertura ai privati: la  "Buona scuola" «è diventata un brand capace di attrarre l'attenzione dei privati», ha spiegato il sottosegretario Faraone, aggiungendo che tantissime imprese spontaneamente hanno contattato il Miur, e cioè il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, «per sponsorizzare la scuola e le sue buone pratiche». E Facciamo crescere il Paese è lo slogan del progetto che apre il sito Internet del Miur: alla consultazione pubblica hanno partecipato 207 mila persone online, con 1.300.000 accessi al sito, 200 mila partecipanti in 2043 dibattiti, e 1.500.000 persone coinvolte dagli Uffici Scolastici regionali, il 67 per cento delle scuole italiane. Ancora all'orizzonte ci sono un nuovo concorso per i docenti, la riforma del sostegno, una quota di insegnanti in possesso di certificazione delle competenze per insegnare l'italiano agli alunni stranieri, l'aggiornamento professionale, la valutazione, e vari interventi sui programmi scolastici.

Tra le voci critiche - a parte quella dello Snals, il Sindacato nazionale autonomo dei lavoratori della scuola, che giudica progetto e riforma «inconcludenti» - si segnala quella del linguista Tullio De Mauro, ex ministro dell'Istruzione: «Al momento "La Buona scuola" è vuota di contenuti. Mi convince che il Presidente del Consiglio abbia improvvisamente scoperto l'importanza della scuola. Non mi convince il fatto che questo disegno non sia legato a una conoscenza effettiva dei problemi, ma a pregiudizi. Ci sono pezzi di scuola che funzionano benissimo, come quelle dell'infanzia e la primaria, ma che hanno bisogno di più investimenti pubblici, a cominciare dagli spazi. In generale, ha osservato De Mauro, c'è poca e cattiva informazione: si parla di scuola come se fosse tutto un unico e indifferenziato e avesse bisogno di una rifondazione. «Un buon Governo dovrebbe invece intervenire sul triennio della scuola superiore».

 
 
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