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mercoledì 01 febbraio 2023
 
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Tagli, spazio ai laici, competenza e comunione: Curia romana, si cambia

19/03/2022  Papa Francesco ha promulgato il testo della Costituzione apostolica "Praedicate evangelium" che entra in vigore il 5 giugno 2022, solennità di Pentecoste. La riforma (destinata a sostituire la Pastor bonus, che aveva dato origine agli assetti attuali) prevede Segreteria di Stato, 16 Dicasteri (tra cui uno, nuovo, tutto dedicato alla carità), 3 Organismi di giustizia e 6 economici, tre uffici, gli avvocati e le istituzioni collegate con la Santa Sede

Roma, Città del Vaticano, 21 febbraio 2022. Una delle ultime riunioni del gruppo di lavoro composto da alcuni cardinali rappresentativi delle varie parti del mondo istituito da papa Francesco per elaborare la riforma del governo della Chiesa. Tutte le fotografie di questo servizio sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano/agenzia Ansa.
Roma, Città del Vaticano, 21 febbraio 2022. Una delle ultime riunioni del gruppo di lavoro composto da alcuni cardinali rappresentativi delle varie parti del mondo istituito da papa Francesco per elaborare la riforma del governo della Chiesa. Tutte le fotografie di questo servizio sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano/agenzia Ansa.

L'attesa riforma della Curia romana ha un nome che è un programma (Praedicate evangelium). Fin dal titolo, la Costituzione apostolica promulgata da papa Francesco il 19 marzo 2022, destinata a sostituire la Pastor bonus, all'origine degli assetti attuali, trasmette l'urgenza, propria di Jorge Mario Bergoglio, di voler coniugare Parola di Dio, Spirito Santo, modernità, organizzazione del lavoro e leadership anche nei meccanismi di governo della Chiesa. 

Ha una storia lunga, questo cambiamento. Getta radici nelle attese che la Chiesa espresse nel 2013, tra le dimissioni di Benedetto XVI e l'avvento di Francesco. Lo spiega lo stesso Papa nella nuova Costituzione apostolica, spiegando che «la riforma non è fine a se stessa, ma un mezzo per dare una forte testimonianza cristiana; per favorire una più efficace evangelizzazione; per promuovere un più fecondo spirito ecumenico; per incoraggiare un dialogo più costruttivo con tutti». «La riforma», sottolinea ancora papa Francesco, «auspicata vivamente dalla maggioranza dei cardinali nell’ambito delle Congregazioni generali prima del Conclave, dovrà perfezionare ancora di più l’identità della stessa Curia romana, ossia quella di coadiuvare il Successore di Pietro nell’esercizio del suo supremo ufficio pastorale per il bene e il servizio della Chiesa universale e delle Chiese particolari. Esercizio col quale si rafforzano l’unità di fede e la comunione del popolo di Dio e si promuove la missione propria della Chiesa nel mondo. Certamente raggiungere una tale meta non è facile: richiede tempo, determinazione e soprattutto la collaborazione di tutti. Ma per realizzare questo dobbiamo innanzitutto affidarci allo Spirito Santo, che è la vera guida della Chiesa, implorando nella preghiera il dono dell’autentico discernimento».

«Si è reso necessario ridurre il numero dei Dicasteri, unendo tra loro quelli la cui finalità era molto simile o complementare, e razionalizzare le loro funzioni con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni di competenze e rendere il lavoro più efficace», si legge inoltre  nella Praedicate evangelium.

Dopo la Segreteria di Stato, che ha funzione di "Segreteria papale" e «coadiuva da vicino il Romano Pontefice nell'esercizio della sua suprema missione», la Costituzione apostoilica prevede 16 Dicasteri: per 1) l’evangelizzazione, 2) la dottrina della fede, 3) il servizio della carità (nuovo, «chiamato anche Elemosineria apostolica, espressione speciale della misericordia  e dell’opzione per i poveri, i vulnerabili e gli esclusi»), 4) le Chiese orientali, 5) il culto divino e la disciplina dei sacramenti, 6) le cause dei santi, 7) i vescovi, 8) il Clero, 9) gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, 10) i laici, la famiglia e la vita, 11) la promozione dell’unità dei cristiani, 12) il dialogo interreligioso, 13) la cultura e l’educazione, 14) il servizio dello sviluppo umano integrale, 15) i testi legislativi, 16) la comunicazione.

Sono previsti anche 3 Organismi di giustizia (la Penitenzieria Apostolica, il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e il Tribunale della Rota Romana) e 6 Organismi economici (Consiglio per l’economia, Segreteria per l’economia, Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, Ufficio del revisore generale, Commissione di materie riservate, Comitato per gli Investimenti), nonché  3 Uffici (Prefettura della Casa pontificia, Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, Camerlengo di Santa Romana Chiesa). Un capitolo a parte, infine, norma il ruolo degli avvocati e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede.

 

Competenza, rettitudine, comunione: i requisiti richiesti per chi sale ai vertici, laici inclusi

«Qualunque fedele può presiedere un Dicastero o un Organismo, attesa la peculiare competenza, potestà di governo e funzione di quest’ultimi», è scritto del testo, in cui si parla anche della necessità di una “sana decentralizzazione”, nel rapporto tra la Curia e le Chiese particolari. Coloro che prestano la propria opera al servizio della Curia romana, si sottolinea a proposito del profilo richiesto per quest’ultimi, «sono scelti tra vescovi, presbiteri, diaconi, membri degli Istituti di Vita consacrata e delle Società di Vita apostolica e laici che si distinguono per vita spirituale, buona esperienza pastorale, sobrietà di vita e amore ai poveri, spirito di comunione e di servizio, competenza nelle materie loro affidate, capacità di discernimento dei segni dei tempi. Per questo si rende necessario dedicare attenta cura alla scelta e alla formazione del personale, così come all’organizzazione del lavoro e alla crescita personale e professionale di ciascuno».

«Per il buon funzionamento di ciascuna delle componenti della Curia romana è indispensabile che, oltre alla dedizione e alla rettitudine, chi vi opera sia qualificato», l’altra raccomandazione: «Ciò comporta professionalità, ossia competenza e capacità nella materia in cui si è chiamati a prestare la propria attività. Essa si forma e si acquisisce col tempo, mediante esperienza, studio, aggiornamento; tuttavia è necessario che fin dall’inizio si riscontri un’adeguata preparazione al riguardo».  

Il cardinale Marcello Semeraro, 74 anni.
Il cardinale Marcello Semeraro, 74 anni.

LA "PREDICATE EVANGELIUM" SPIEGATA DAL CARDINALE MARCELLO SEMERARO

  

La nuova Costituzione apostolica Praedicate evangelium viene presentata ai giornalisti lunedì 21 marzo., alle 11.30, presso la Sala stampa della Santa Sede. Sono previsti interventi del cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, di monsignor Marco Mellino, segretario del Consiglio dei cardinali, e di padre Gianfranco Ghirlanda, gesuita, professore emerito della Pontificia Università Gregoriana  (Facoltà di diritto Canonico).

La Costituzione aposotolica conferma quanto anticipato dal cardinale Semeraro a Famiglia Cristiana nell'intervista rilasciata al condirettore Luciano Regolo e pubblicata sul finire del 2021. «Tre saranno le linee guida», aveva annunciato il prelato sollecitato a parlare della riforma del Governo della Chiesa: «la centralità dello Spirito dell’annuncio e dell’evangelizzazione, una grande attenzione alle realtà locali e alle Chiese particolari, dando il via a quella che il Papa ha definito “sana decentralizzazione”, infine lo snellimento della Curia romana».

 
 
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