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Kassis: "L'Ave Maria unisce cristiani e musulmani"

16/05/2015  La cantante libanese Tania Kassis, molto impegnata nella promozione del dialogo interreligioso nel suo Paese, sarà tra gli ospiti della serata in piazza Duomo.

La melodia avvolgente e suggestiva della sua Ave Maria islamica-cristiana, con il canto in latino che si fonde con la vocalità araba, ha sorpreso e incantato il mondo. «Dovunque tengo dei concerti», racconta lei stessa, «anche quando questo brano non è nel programma, alla fine mi chiedono immancabilmente di cantarlo». Tania Kassis, 33 anni, cantante lirica libanese, è una delle ospiti dell'evento in piazza Duomo del 18 maggio.

Diplomata al Conservatorio di Parigi, con la sua musica e la sua voce ha raggiunto e conquistato molti Paesi, dalla Francia agli Stati Uniti, dal Brasile alla Corea del Sud. Fortemente impegnata nella promozione del dialogo interreligioso e della convivenza pacifica tra popoli,  per la sua attività ha ricevuto numerose onorificenze. Ha fondato una Ong, One Lebanon, che lotta per rafforzare nei giovani il senso dell'identità nazionale e lavora per mantenere unito il suo Paese. «Amo profondamente il Libano», afferma, «anni fa ho rinunciato alle opportunità che la vita in Europa mi donava. E oggi faccio tutto il possibile per aiutare il mio popolo».

Tania, cosa significa per te prendere parte all'evento del 18 maggio a Milano in occasione?
Prima di tutto, sono molto felice perché questa è la mia prima volta in Italia. Ho vissuto molto tempo in Francia e speravo di avere modo di viaggiare Oltralpe, ma poi a causa dei tanti impegni non ci sono mai riuscita. In Libano ci sono moltissimi cristiani, in parte cattolici in parte maroniti. Io sono cattolica, molto credente. E mi piacerebbe andare anche a Roma e in Vaticano. Papa Giovanni Paolo II disse che il Libano è più di un Paese, è un messaggio di pluralismo. Soprattutto in un momento così complicato come quello che stiamo vivendo, è importante costruire relazioni solide fra cristiani e musulmani. Mi sento onorata di essere stata invitata dalla Chiesa di Milano a esprimere la mia preghiera musicale. 

Come nasce l'Ave Maria islamo-cristiana?
Il 25 marzo è il giorno in cui la Chiesa celebra la festa dell'Annunciazione. In Libano, nel 2009 un gruppo di sacerdoti e leader musulmani hanno avanzato la richiesta di istituire una celebrazione nazionale cristiano-musulmana. E' stato proposto il 25 marzo perché la figura della Vergine Maria accomuna le due religioni: la Madonna è rispettata e venerata anche dai musulmani ed è menzionata nel Corano. In Libano è molto venerata la statua di Nostra Signora del Libano, nel santuario di Harissa, su una collina di fronte al mare nella cittadina di Jounieh: tantissimi cristiani e musulmani vanno a visitarla in pellegrinaggio, soprattutto a maggio, il mese mariano, offrendo fiori e preghiere. Per l'islam Gesù non è il figlio di Dio, ma è un profeta, molto rispettato. Ho pensato così che sarebbe stato bello creare un brano che unisse cristianesimo e islam nella comune figura di Maria. Nella parte cristiana ho inserito soltanto le parole "Ave Maria", nient'altro, perché sono quelle che si ritrovano scritte anche nel Corano (in lingua araba). Nella parte islamica ho inserito le due frasi arabe che affermano che il Signore è grande e che esiste un unico Dio: islam e cristianesimo sono entrambe fedi monoteiste e Dio è uno solo.

Un doppio canto in latino e arabo...
Sì. In entrambe le parti, cristiana e musulmana, ho voluto mantenere le lingue originali delle due fedi religiose, il latino che è la lingua della Chiesa e l'arabo, la lingua del Corano. Con me cantano, e si esibiranno anche a Milano, due cantanti libanesi, musulmani sunniti, di Tripoli. Facevano parte di un coro, li ho incontrati durante un evento musicale a Parigi e li ho trovati bravissimi. 

Vivi a Beirut?
Sì, nel quartiere cristiano, Achrafieh. La mia casa si trova vicino all'unica moschea del quartiere. Così, quando andavo a scuola, la mattina presto sentivo sempre la chiamata alla preghiera del muezzin, e anche la sera quando rientravo.  Anche da lì è venuta l'ispirazione per l'Ave Maria islamo-cristiana.


Come sono i rapporti fra cristiani e musulmani in Libano, secondo te?
Ad un livello personale i rapporti sono molto buoni, tra abitanti e vicini di casa ci si comprende e ci si rispetta. Il problema è la politica: abbiamo 18 confessioni religiose, ognuna ha i suoi leader e le sue personalità politiche. E la religione viene usata per creare divisioni. E' molto difficile vivere in un Paese circondato da tante crisi e situazioni problematiche, come la guerra in Siria: in Libano ora ci sono quasi 2 milioni di profughi, pensiamo che la popolazione libanese conta circa 4 milioni di abitanti. Ma ogni giorno noi libanesi ci svegliamo e ci rendiamo conto che, nonostante gli enormi problemi, il Libano resiste e continua a vivere. Sentiamo che la nostra è una terra benedetta: abbiamo una protezione speciale su di noi. 

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