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Tartufi, "cuore" di Washington

06/12/2011  I tartufi bianchi di Alba protagonisi di una serata nella capitale degli Stati Uniti, dove il ricavato di un'asta benifica è andato all'Istituto che ha contribuito a scoprire l'Aids.

Il tartufo di Alba, il prestigioso Tuber Magnatum Pico ha fatto gli onori di casa al Cafè Milano, il ristorante più esclusivo di Washington, dove il proprietario del locale Franco Nuschese ha organizzato un’incredibile “Alba White Truffle Dinner” che si è concluso con l’asta di quattro tartufi di caratura eccezionale. Il ricavato è andato all’Institute of Human Virology dell’Università del Maryland fondato e diretto dal professor Robert Gallo lo scienziato che nel 1983 ha scoperto in collaborazione con Luc Montagnier il virus che provoca l’Aids.

Venuto apposta da Alba col prezioso carico di tartufi utilizzato sia per l’asta sia per il menu di cinque portate tutte a base di tartufo, Fausto Perletto, amministratore delegato dell’internazionalizzazione dell’ente del turismo Alba Bra Langhe e Roero, è stato accolto dalla sessantina di persone presenti alla cena con un caloroso applauso. Il gotha di Washington radunato da Franco Nuschese, composto di ambasciatori, uomini d’affari, funzionari della Casa Bianca e consulenti politici e finanziari di alto prestigio, si è scatenato per accaparrarsi i preziosi tartufi il cui peso variava fra i 95 ed i 136 grammi. Il direttore del prestigioso giornale politico “The Atlantic”, Steve Clemons, è riuscito addirittura ad aggiudicarsene due.


Perletto è soddisfatto di com'è andata la serata: «Franco Nuschese ci ha veramente dimostrato come è possibile organizzare un’elegante serata promozionale internazionale con un pubblico selezionato, appassionato di cucina, di conseguenza molto interessato al nostro prodotto. È stato anche molto bello vedere come i presenti erano motivati a partecipare all’asta anche per via della causa scelta da Nuschese per devolvere il ricavato».

Sul retro della copertina dell’elaborato menu preparato dagli chef Fabio Salvatore e Claudia Bruni, che la maggioranza degli ospiti ha religiosamente piegato e portato a casa come ricordo di un’indimenticabile serata, c'era scritto: «Ciò che Mona Lisa è per il mondo dell’arte, il tartufo bianco lo è per il mondo della cucina».

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