logo san paolo
mercoledì 18 maggio 2022
 
Telefono rosa
 

Telefono Rosa, don Stimamiglio nuovo ambasciatore

07/05/2022  In una suggestiva cerimonia condotta da Catena Fiorello il neo direttore di Famiglia cristiana riceve l'onorificenza. Con l'impegno a una sempre maggiore attenzione sul tema della violenza contro le donne. Negli ultimi 4 mesi sono stati 29 i femminicidi

Non conosce sosta il lavoro di Telefono Rosa. Anzi, l’associazione, nata nel 1988 da una idea di Giuliana Dal Pozzo e oggi presieduta da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, ha incrementato il suo ascolto, la sua vicinanza, il suo impegno con le donne vittime di violenza. Soprattutto in questi due anni di lockdown in cui gli abusi sono aumentati,  «sia in famiglia che nei gruppi di adolescenti», commenta la presidente, «fino ad arrivare ai casi estremi di femminicidio: 29 negli ultimi quattro mesi». A dare manforte all’associazione gli ambasciatori e le ambasciatrici che annualmente, da quindici anni, vengono nominati tra persone che si sono distinte nel campo dello spettacolo e del giornalismo, delle forze dell’ordine e della politica, del mondo delle arti e della società civile per la loro sensibilità verso i temi della violenza sulle donne. E che sono disposti a dare ancora maggiore attenzione al tema in tutti gli ambiti in cui operano. Quest’anno, tra i nuovi ambasciatori, che sono stati indicati nella cerimonia presentata da Catena Fiorello nelle splendide sale della sede dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Ordine Militare di Malta anche don Stefano Stimamiglio, neo direttore di famiglia cristiana.  Nel dare avvio alla serata Catena Fiorello ha riletto i versi della poesia che aveva scritto per il suo romanzo d'esordio, Picciridda, monito contro la violenza maschile: D’un ventri di ’na fimmina nascii/fimmina puru iu, e mi nni vantu./Fimmina, comu la Madonna/fimmina comu la Terra/e fimmina vulissi rinasciri ancora simmai mi fussi concessu/di scègliri pi la secunna vota./ A tia, màsculu ca ti fai chiamari omu, ’na sula preghiera:/prima ca pigghi un cutèddru, o mi tiri un cazzottu,/ricòrditi ca puru tu fusti crisciutu pi’ novi misi intra a ’stu corpu./E si ammazzi a mia, e comu si tradisci lu to’ stissu sangu.

Con don Stimamiglio sono stati nominati Roberto Gualtieri Sindaco di Roma, i giornalisti Massimo Gramellini, Tiziana Ferrario, Sabrina Sacripanti, direttrice di Intimità, Isabella Schiavone, capo servizio Tg1, Massimiliano Smeriglio, membro del Parlamento Europeo, Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo, Massimo Giuliano, avvocato e tesoriere del Circolo Antico Tiro a Volo, Danila Lostumbo, autrice Rai, Vincenzo Zito comandante stazione Carabinieri Parioli. Don Stimamiglio, a cui ha consegnato l’onorificenza Simonetta Martone, ex magistrato e  oggi consigliera di opposizione nel Comune di Roma, ha ricordato, quando era ancora studente di giusrisprudenza, la confidenza di una sua compagna di corso abusata dal padre, il dolore di quel racconto e della traccia indelebile sul percorso di vita di quella donna, e ha invitato la Chiesa, soprattutto nel percorso sinodale da poco avviato, ad ascoltare e coinvolgere di più le donne prendendo a esempio il rapporto che con loro aveva Gesù.

Tra i passi in avanti sottolineati da Telefono rosa nel corso della serata cui hanno partecipato anche i “vecchi" ambasciatori tra cui don Antonio Rizzolo e Luciano Regolo, anche l’impegno a livello legislativo. È stata salutata con piacere la normativa del Lazio, prima regione a occuparsi della parità salariale. Ma poi un pensiero è andato anche alle donne afghane che ancora adesso non possono frequentare le scuole, a quelle ucraine, fuggite dalla guerra, alle tante bambini che nel mondo non hanno accesso all’istruzione e, dunque, «alla libertà e al futuro».  Con uno sguardo anche all’educazione sentimentale degli adolescenti. «Se negli adulti la violenza è spesso legata al possesso», è stato detto nel corso della cerimonia, «negli adolescenti e nei giovani è legata al consumo». Occorre fare uno sforzo in più, attingendo anche ai fondi del Pnrr, per agire in modo diretto e indiretto sulla sopraffazione. Sia insistendo sulle pari opportunità di accesso al lavoro e allo  stesso salario sia riordinando il servizio educativo.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo