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giovedì 20 gennaio 2022
 
Terra Santa
 

Terra Santa, la fuga dei pellegrini

30/07/2015  Fra Pizzaballa, Custode di Terra Santa, lancia un appello ai cristiani: "Non smettete di visitare la Terra Santa". Il crollo dei pellegrinaggi, in particolare dall'Italia: - 46%.

Pellegrini nel Santo Sepolcro a Gerusalemme (Reuters).
Pellegrini nel Santo Sepolcro a Gerusalemme (Reuters).

Fra Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, ha lanciato un accorato appello affinché i pellegrini non smettano di visitare i Luoghi Santi. L'appello, diffuso da Terrasanta.net, sottolinea come i pellegrinaggi, oltre che fonte di sostegno spirituale per chi li realizza, sono anche fonte di sostegno materiale per i cristiani della regione che dei pellegrinaggi vivono e di sostegno morale per tutti i cristiani della Terra Santa, che vivono una faticosa e spesso dolorosa situazione di minoranza.

Ecco il testo dell'appello del Custodi di Terra Santa: «Da tempo, soprattutto a causa della paura ingenerata dalle guerre in Medio Oriente e dagli attentati perpetrati da gruppi fondamentalisti che hanno insanguinato anche i Paesi d’Occidente, i pellegrinaggi in Terra Santa conoscono un drammatico calo. Sapendo di interpretare la voce delle varie comunità cristiane che vivono in Israele e Palestina, vorrei dirvi: “Non abbandonate la Terra Santa”. Non c’è alcun ragionevole motivo per non organizzare un pellegrinaggio nei Luoghi Santi. La sicurezza nei santuari e nelle zone frequentate dai pellegrini è garantita. E noi cristiani di Terra Santa abbiamo bisogno più che mai della presenza e del sostegno dei pellegrini che si recano qui in preghiera da ogni parte del mondo. In Terra Santa i cristiani sono sempre stati una minoranza, una presenza esigua ma dal cuore ardente, e non sono mai scomparsi. Essi sono chiamati a dare un'alta testimonianza di fede, ad essere una presenza viva (…). Proprio per salvaguardare questa presenza (e se possibile rafforzarla), invito una volta di più le diocesi, le parrocchie e i movimenti a non abbandonarci, ed anzi a lavorare perché un pellegrinaggio in Terra Santa sia una testimonianza di pace e di dialogo. Sono fiducioso che questo appello possa essere accolto dai tanti fedeli italiani (e non solo) che hanno a cuore la Terra Santa. E che presto per le strade che Gesù ha percorso possa nuovamente crescere la presenza di chi si mette in cammino per incontrare Colui che è venuto per la nostra salvezza».

Terrasanta.net, riprendendo dati forniti dall'Istituto centrale di statistica di Israele, sottolinea che nei primi cinque mesi del 2015 "si sono registrate 283.228 presenze in meno nel Paese rispetto al 2014, equivalenti ad un calo generale del 18% degli arrivi in Israele". Sarebbero in forte calo, sempre secondo i dati ufficiali, soprattutto gli arrivi dall’Italia: nel solo mese di maggio si conta un  -46% di arrivi dall’Italia rispetto al 2014 e un -27% rispetto al 2013. il quadro è altrettanto triste se il confronto avviene sulla base dei primi cinque mesi del 2015:  -45% rispetto al 2014, il che vuol dire 28 mila pellegrini italiani in meno, dai 64 mila del 2014 ai 35 mila del 2015.

Conclude Terrasanta.net: "In termini percentuali solo Malaisia (-60%), Finlandia (-50%), e Croazia (-49%) hanno registrato dati peggiori dell’Italia. In termini assoluti hanno segnato un «deficit» di arrivi superiori a quello italiano solo la Russia (che ha perso 45mila presenze, -30% del totale) e la Germania (che ne ha perse 37mila, -34% del totale). I mancati arrivi degli Stati Uniti, sempre in termini assoluti, sono in linea con quelli italiani (l’Italia ha segnato 28mila presenze in meno, gli USA 26mila). Dal punto di vista percentuale, però, gli Stati Uniti hanno perso «solo» il 9%, mentre l’Italia cinque volte tanto".

 
 
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