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martedì 30 novembre 2021
 
 

Terremoto 2 - Il sacrificio di don Ivan

30/05/2012  Il sacerdote, 65 anni, è morto durante il terremoto. Si è sacrificato per salvare la statua della Madonna cui erano devoti i suoi parrocchiani.

Don Ivan Martini (foto Ansa); foto di copertina: ImolaOggi.
Don Ivan Martini (foto Ansa); foto di copertina: ImolaOggi.

C'è chi lo approva e c'è chi lo critica. Né eroe né stolto, don Ivan Martini era semplicemente un innamorato: della sua parrocchia, Santa Caterina di Rovereto, e, più in generale, della Chiesa, quella con la maiuscola, comunità pulsante di persone che vivono di fede, sì, ma non disedegnano i simboli in cui la fede si specchia e di cui la fede si nutre.

L'edificio di culto era stato danneggiato e reso inagibile dal sisma del 20 maggio. Si doveva fare un sopralluogo per salvare un po' di arredi che c'erano dentro. Così la mattina di martedì 29 maggio, accompagnato da due Vigili del fuoco, don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco a Rovereto sul Secchia, frazione del comune di Novi di Modena, nella bassa Modenese, è entrato in chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. Lì è stato sorpreso dalla forte scossa: il crollo di calcinacci non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due Vigili del fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo.

Ha fatto bene a fare quel che ha fatto; no, è stato imprudente e avventato, non doveva entrare. Ci si confronta via Internet. Pro e contro. Molto più semplicemte questa è una storia che parla di amore: verso l'Altissimo e verso gli altri. «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza; amerai il prossimo tuo come te stesso». Don Ivan ha sigillato con la vita la fedeltà al duplice imperativo che Gesù ci consegna attraverso l'Evangelo. Per un parroco di campagna, la sua gente e quel che alla gente sta a cuore, dentro e fuori la chiesa, è tutto. 

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