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mercoledì 30 novembre 2022
 
 

Sisma, Emilia più forte delle scosse

01/06/2012  Mentre la terra continua a tremare gli emiliani colpiti dal terremoto pensano già a ricostruire, a tornare a produrre e a lavorare. Altri due milioni di euro donati dalla Cei.

Non mollano gli emiliani: già pensano al lavoro, a non perderlo, a non farselo delocalizzare, a ricostruire il loro fantastico tessuto industriale che ha sempre creato ricchezza e occupazione. Mentre scorre sulle loro vite l'ultimo bilancio della notte nell'Emilia sconvolta dal terremoto: altre 29 scosse registrate nelle zone colpite dallo sciame sismico che ha causato, dal 20 maggio, 17 morti, 350 feriti e 15.000 sfollati. Secondo gli ultimi rilievi, delle scosse avvenute dalla mezzanotte alle 6:10 di oggi tra Emilia e Lombardia, la più forte è stata a 00:42 con magnitudo 2.9 e con l'epicentro localizzato in prossimità dei comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.


Per quanto riguarda gli sfollati, sono stati 8.500 i cittadini ospitati la notte scorsa nel Modenese, per un totale di 23 campi, 17 strutture coperte (palestre, centri civici, biblioteche) allestiti nei comuni colpiti dal sisma e diversi alberghi anche nell'Appennino (attualmente le persone alloggiate in albergo sono salite a 973). Dei sette nuovi campi allestiti dopo la seconda scossa di terremoto solo quello di Rovereto di Novi è in fase di realizzazione e sarà pronto domani con una capienza di 200 posti. In totale, la disponibilità di posti coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia sale a 9.238. Sono stati trasferiti in strutture o alberghi anche circa 150 anziani non autosufficienti, portando il totale a oltre 650. Per altri 150 sono già state avviate le procedure per i prossimi giorni.


Una notizia che riguarda il patrimonio artistico ferito dal terremoto: sarà abbattuto il Municipio di Sant'Agostino, a Ferrara, profondamente lesionato durante il sisma del 20 maggio e ulteriormente danneggiato dalla seconda scossa di martedì 29 maggio. Lo ha confermato il sindaco di Sant'Agostino Fabrizio Toselli. La struttura risale al 1875. Prima di  abbatterla, sarà fatto un tentativo di salvataggio dei pregiati lampadari di vetro di Murano, uno dei quali pesa circa 400 chili, per i quali si sono mobilitate molte aziende artistiche del Veneto. I lampadari, collocati nella sala consiliare, hanno un valore inestimabile. Collocati nel Castello Estense di Ferrara, vennero trasferiti a Sant'Agostino da Italo Balbo negli anni Venti.


Intanto, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, dopo il primo stanziamento di un milione di euro, ha destinato all'emergenza terremoto in Emilia altri due milioni di euro, prelevandoli dai fondi per l'otto per mille. Mentre «l'Emilia Romagna continua a tremare, decine le vittime, case, industrie e chiese crollate, e le ferite si allargano nelle terre e nelle città vicine», sottolinea la Presidenza della Cei, «si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti della popolazione». «Tutte le comunità ecclesiali - aggiunge - sono coinvolte nella Colletta nazionale del prossimo 10 giugno».

 
 
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