logo san paolo
venerdì 23 febbraio 2024
 
Migranti
 

Terroristi nei barconi o in business class?

21/05/2015  Perché i terroristi dovrebbe rischiare coi barconi, quando possono tranquillamente arrivare con mezzi assai più comodi? E' quello che fa il 73% dei migranti illegali, dopo tutto, che arrivano col visto turistico e poi spariscono.

Un barcone carico di migranti (Reuters).
Un barcone carico di migranti (Reuters).

Prepariamoci, i tamburi stanno già rullando. Perché i barconi dei migranti, nel caso non l'aveste notato, sono più multitasking di un computer di ultima generazione. Portano i migranti, e si sa. Ma portano anche il virus di Ebola. Portano l'invasione islamica dell'Europa. Be', certo, Ebola non è arrivata e l'invasione islamica nemmeno, visto che la popolazione islamica europea aumenta dell'1% ogni 10 anni (ovvero, 1 milione di persone ogni 10 anni) mentre la popolazione totale europea cresce dello stesso 1% ma in 5 anni, cioè in metà del tempo. Ma che volete che sia la realtà, rispetto a un bel comizio.

Adesso i barconi dei migranti portano anche i terroristi. E' quanto molti sostengono dopo l'arresto di Abdelmajid Touil, 22 anni, marocchino, sospettato di essere uno dei terroristi della strage del Bardo, a Tunisi, e arrestato alle porte di Milano in base a un mandato di cattura internazionale. Ci sono ancora molti punti da chiarire: molti testimoni, tra l'altro, sostengono che Abdelmajid sarebbe stato in Italia il giorno dell'attentato al museo. Ma non importa: lui è arrivato su un barcone (mentre la famiglia già viveva qui), quindi i terroristi arrivano sui barconi.

Questo è il mantra di certa politica. Per carità, tutto è possibile. Chi avrebbe immaginato, un po' di anni fa, che un gruppo di terroristi avrebbe lanciato degli aerei contro i grattacieli di New York? Ed è ben noto il coinvolgimento delle organizzazioni terroristiche islamiche, accanto ai gruppi puramente criminali, nel controllo delle rotte dei migranti e nell'organizzazione del traffico. Ne parla con grande dovizia di fatti e di dati anche un rapporto del centro studi Global Iniative against Transnational Crime ("Libya criminal Economies and Terrorist Financing in the Trans Sahara"), che ben racconta le centinaia di milioni di euro ottenuti dall'Isis con questo sporco affare.

Però l'Isis opera da anni e non ha smesso di espandersi: dalla Siria all'Iraq alla Libia, con propaggini e alleanze che si estendono fino in Somalia e in Nigeria. E' una potenza terroristica, militare (cioè capace di controllare un territorio ormai pari a quello di una grande Stato) e ancheeconomica: fa i soldi, tanti, con l'industria dei rapimenti,  il petrolio, il traffico di armi e di droga, il traffico di migranti... Insomma, l'Isis fattura ormai come uno Stato.

La domanda quindi è: perché, se non per ragioni di mera propaganda, vogliamo credere che i terroristi viaggino sui barconi? Perché non dovrebbero invece viaggiare in business class? Ci sono miglia e migliaia di militanti dell'Isis che hanno regolari passaporti di Paesi del Medio Oriente. E altre centinaia, a dir poco, che sono andati in Medio Oriente, a combattere per l'Isis, partendo da Paesi europei in cui, se non sono ricercati per specifici reati, possono tornare quando e come vogliono.

Perchè dovrebbero arrangiarsi coi barconi? Perché non prendere un bell'aereo o una nave, arrivare in Italia o altrove con un visto turistico (se sono europei di passaporto, senza alcun bisogno di visto) e poi sparire per complottare in santa pace? Dopo tutto, questo è proprio ciò che succede ogni giorno a migliaia e migliaia di migranti (ucraini, moldavi, e naturalmente anche africani) che poi finiscono nelle nostre case a fare la badante , o il muratore nei cantieri. Anzi: è ciò che succede alla maggioranza dei migranti. Secondo uno studio del Cnel, il 73% dei clandestini in Italia ci arriva proprio così, mica sui barconi. 

Ma, di nuovo. Che volete che sia la realtà, di fronte a un bel comizio?

I vostri commenti
35

Stai visualizzando  dei 35 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo